Dom Pérignon 2008, se potete, conservatelo a lungo

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Come racconta la prestigiosa maison, “il 2008 è un anno dominato da cieli grigi e velati: un’eccezione rispetto al resto del decennio, caratterizzato da una prevalenza di tempo bello e generosamente soleggiato. Proprio mentre ha inizio la vendemmia le condizioni meteo sono finalmente perfette. L’uva è più matura del previsto e presenta un equilibrio veramente straordinario. All’acidità corroborante, all’essenzialità e alla purezza aromatica, Dom Pérignon aggiunge profondità, densità e complessità”.

Io l’ho trovato molto indietro nella maturazione, direi che va atteso almeno una decina di anni da chi ne ha la possibilità. Al naso dominano le note più tipiche dello chardonnay, in particolare si sente la mineralità gessosa. La frutta è bianca, poi ci sono ovviamente le spezie, ma il bouquet è ancora lontano dalla sua piena espressione. Il palato è uno dei più delicati che ho mai provato, domina una eleganza raffinata che sfuma in piacevoli note marine nel finale. Cercate di resistere e mettetelo da parte.

Champagne 2008 Dom Pérignon
(92/100)

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