Sono d’Innocente, disse il Groppello

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È tempo di lesso e pearà: finalmente sta arrivando il benedetto inverno!
Di un vino rosso da bere con il bollito ho parlato l’estate scorsa con Innocente Dalla Valle, simpaticissimo e appassionato viticoltore di Breganze. L’intenzione era di farmi raccontare il suo (buonissimo) Torcolato, e per la verità lui l’ha fatto, confermandomi che si tratta di una produzione che resiste in quel territorio, come testimonianza di un antico e storico sapere.
Ricordo bene il pomeriggio caldissimo d’agosto in cui siamo usciti a camminare nelle vigne: la sua azienda (Cà Biasi) si trova su una collina alle spalle di Breganze, assolata e ben ventilata. Pini marittimi paiono sorvegliare la pianura e profumano l’aria.
Si son subito fatti notare alcuni filari dai bei grappoli compatti di acini neri.  «È groppello – mi dice Innocente – varietà storica a Breganze e la mia seconda passione dopo la vespaiola». Mi racconta che per anni ha condotto una ricerca con la scuola enologica di Conegliano su alcune vecchie viti del luogo, dalle quali sono state poi ricavate le prime quattromila piante del suo vigneto di groppello. A queste poi ne se ne sono aggiunte altre di diversa provenienza (groppello di Revò e del Garda).
Rientrati in cantina, abbiamo assaggiato il Groppello 2013: piacevole e avvolgente nell’entrata, scorre bene, decisamente saporito e con un tannino vivace ma non invadente. Un Groppello inatteso, che Innocente mi ha consigliato di provare con il lesso misto. Ebbene sì: ieri ho aperto una bottiglia dell’annata 2014 e con manzo, cotechino e pearà questo vino ha dato il meglio di sé.  Senza dubbio si fa ricordare per la schietta autenticità.
A Cà Biasi se ne producono circa 3.000 bottiglie l’anno (troverete prossimamente l’annata 2015) e, last but not least, vi potrete oltremodo sorprendere con il Sojo Rosso, un piacevole passito a base di groppello e un saldo di cabernet sauvignon.

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