I dazi Usa sono un complotto pro Amarone

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È un complotto per farci bere Amarone! È con questa ironica battuta che il wine writer americano Alder Yarrow commenta la modulazione dei nuovi dazi che hanno preso a gravare sul vino francese a partire dal 18 ottobre. Un onere mica da poco: il 25 per cento. Solo che non pesa su qualunque vino. Nossignori, solo sui vini al di sotto dei 14 gradi di alcol. Oltre i 14 gradi non c’è stata alcuna nuova imposizione. Perché, chissà per quali astrusi motivi, l’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau considera vino – come dire – “vero e proprio” solo quello sotto i 14 gradi, mentre quelli tra i 14 e i 24 gradi sono considerati “dessert wines” e dunque hanno tassazioni diverse. Lo spiega bene Isaac Asimov su The New York Times. E insomma, se i vini più leggeri finiranno per costare di più, è possibile che la gente, là negli States, si sposti ancora maggiormente verso i vini che hanno un livello di alcol superiore. E l’Amarone è tra questi. Eccolo qui il “complotto”.


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