Che danni la grandine, 9 mila ettari colpiti a Bordeaux

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Quando vedo le vigne massacrate dalla grandine come quelle per esempio di Gianluca Morino, vignaiolo piemontese del Nizza, attivissimo sui social (la fotina che correda quest’articolo è presa dal suo profilo Facebook) mi viene un groppo alla gola. Un anno intero di lavoro che se ne va in pochi attimi, impegni e speranze infranti. E sei inerme, di fronte all’accanirsi della tempesta.

Purtroppo, succede tutti gli anni. Fa parte del lavoro della campagna e dei suoi rischi. Si tratta tuttavia quasi sempre – ed è una magrissima consolazione – di eventi tutto sommato localizzati. Danni ingentissimi, a volte con la perdita dell’intero raccolto, ma in zone sostanzialmente non molto grandi.

Quel che è successo in questi mesi a Bordeaux, tuttavia, ha dimensioni che lasciano senza fiato: le grandinate di fine maggio e di metà luglio hanno colpito complessivamente ben 9.000 ettari di vigneto. Certo, in tutto il Bordolese conta ben 120 mila ettari, ma 9.000 battuti dalla grandine sono comunque tanti, tantissimi. I danni maggiori in maggio ci furono nelle zone di Entre-Deux-Mers del Médoc meridionale, e più in particolare quelle di Blaye e Bourg, con 7.000 ettari massacrati. Stavolta è toccato ancora al Médoc e a Bourg e poi alle Graves e al Sauternes per un totale di altri 2.000 ettari. In maggio ci fu una grandinata disastrosa anche nella zona del Cognac: lì l’area colpita fu di 10 mila ettari.

Ora, che non ci sia nessuno che se ne viene fuori con un “tanto sono assicurati”. In primo luogo perché i premi assicurativi sono così onerosi che tanti viticoltori non se la sentono (o non possono permetterselo) di mettere in conto la sottoscrizione della polizza, ma questo è il meno. Quel che più conta è che comunque uno coltiva la vigna e ci si sacrifica per trarne uva e poi vino. Se resti senza l’uva l’impegno è inutile e non ci fai vino e perdi clienti e mercato. Il danno, insomma, non è solo legato all’uva perduta, è molto, molto più grave, anche solo in termini mercantili, oltre all’aspetto della frustrazione che ti prende. Questo non c’è assicurazione che possa coprirlo.


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2 comments

  1. ruggero Rispondi

    buon giorno,
    a volte sento dei “contadini” (?) dire :
    -speriamo grandini … io sono assicurato !

    Mi prende un nodo alla gola e guardo per terra.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Se guardiamo l’ambito nazionale, forse era vero un tempo, mentre ora ho dei dubbi. L’argomento assume una prospettiva molto diverso, invece, in alcuni ambiti locali dove l’agricoltura è tuttora pratica fortemente “assistita” dal contributo pubblico. Lì sono d’accordo, viene davvero da imprecare all’uso improprio della parola “contadino”, a sentire ragionamenti del genere.