Ma dai! ProWein non trova di meglio che allungarsi

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Un vignaiolo piemontese molto attivo sui social, Gianluca Morino, se n’è uscito su Facebook con un post un po’ provocatorio, che infatti ha suscitato un mezzo vespaio. Nella sostanza, se non interpreto male, diceva che questo 2020, di fatto privo di fiere del vino, ha dimostrato che se i produttori si organizzano il vino lo vendono anche senza fiere, e dunque da ora in poi chi allestisce le fiere deve riorganizzarsi in maniera differente dal passato. Mi pare un monito interessante, ma evidentemente tra coloro che gestiscono le grandi fiere del vino c’è chi da quest’orecchio non ci sente benissimo, visto quel che hanno annunciato adesso i tedeschi del ProWein.

Che cosa hanno pensato quelli della fiera di Düsseldorf per controbattere la minaccia Covid? Be’, semplice, di allungare la prossima edizione del ProWein dai soliti tre a ben cinque giorni, da venerdì 19 a martedì 23 marzo del 2021. L’obiettivo è evidentemente quello di diluire l’accesso dei visitatori, e infatti i tedeschi dicono che saranno ammesse al massimo 10 mila persone al giorno. Il che può anche andare bene, lato fiera, ma non lato espositori, perché di fatto questa scelta taglia le gambe alle piccole e alle medie realtà.

Stare a Düsseldorf cinque giorni invece che tre significa un impegno economico, organizzativo e anche personale molto maggiore rispetto al passato, e dubito che tutti i medio-piccoli siano in grado di sopportarlo, soprattutto di questi tempi che la crisi della ristorazione ha abbattuto anche le vendite di vino, e dunque le casse aziendali sono più magre. Banalmente, non dimentichiamo che i prezzi delle stanze nella città tedesca e nei dintorni durante la fiera schizzano alle stelle (tutto il mondo è paese), e due notti in più pesano parecchio. In più, la magrezza dei bilanci in tempo di crisi da Covid non consente di assumere gente. Di fatto, il vignaiolo tipo è anche responsabile commerciale e amministrativo della propria azienda, e star via di cantina una settimana mi pare possa rivelarsi problematico.

Se il buon giorno si vede dal mattino, il caso tedesco mi pare che dica che di albe radiose non se ne vedono all’orizzone sul fronte della riorganizzazione delle fiere del vino auspicata da Morino.


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