Côte du Py, sapete che il Beaujolais è Borgogna?

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Quando penso al Beaujolais penso alla Borgogna. Questo del Beaujolais è un pezzo di Borgogna, a sud, e quindi la filosofia vinicola è, mi pare, essenzialmente borgognona, seppure qui sia di casa anche la macerazione carbonica per farci (soprattutto) i vini noveau. Lasciamo dunque perdere i noveau e pensiamo ai rossi territoriali. Sono rossi borgognoni, dicevo, solo che invece del pinot noir qui coltivano il gamay.

Ora, i vigneti del Beaujolais, nella loro totalità, coprono un’area intorno ai 22 mila ettari. In mezzo a questi vigneti ci sono quelli che da là si definiscono come dieci “cru” e che sono in realtà vere e proprie denominazionali comunali. Tra i dieci “cru”, uno dei più interessanti è quello di Morgon. Su un pezzo di collina di scisto e granito del paese di Villié Morgon c’è poi un “climat” che si chiama Côte du Py. Se vi piacciono i rossi che abbiano carattere e non conoscete i vini che vengono dalla Côte du Py, cercateli e non ne sarete delusi, credetemi. Anzi, a volte potrete portarvi a casa dei gioielli autentici a prezzi neppure troppo elevati, se pensiamo a quanto costano invece i cugini delle terre più fortunate della Borgogna. Insomma, spenderete tra i 15 e i 30 euro per dei rossi di notevole personalità, capaci di buona longevità.

Di recente ho organizzato una degustazione di sei Morgon Côte du Py. Ecco come’è andata, in ordine rigorosamente cronologico di servizio dei vini.

Morgon Côte du Py 2016 Damien Coquelet
Colore tenue. Fruttino, ciliegia (tanta), vena acidula. Molto bevibile, chiama il cibo. Giovane. Sottili vene verdi di erbe officinali, timo, origano. Accenno di geranio. Incenso. Zucchero di fichi appassiti sulla pianta. Molto rustico. Appena 11,5 gradi di alcol. (90/100)

Morgon Côte du Py 2015 Louis Claude Desvignes
Colore carico, cupo, secondo uno stile internazionale direi. Immediate, la mora, la ciliegia stramatura, dense. Poi pepe, china, radici. Tannino vibrante. In bocca è “elettrico”. Ha una dinamicità pulsante, ma a frenarlo un po’ è il muscolo. Fa 14,5 gradi. (87/100)

Morgon Côte du Py Javernières 2014 Louis Claude Desvignes
Da subito è ridottissimo. In bocca però è scattante. Aerandolo si apre verso note erbacee e di rabarbaro e poi, con lentezza, sul frutto, la ciliegia. Tannino vivissimo. Freschezza notevole. Probabilmente ha bisogno di pazienza e tempi lunghi. L’alcol è a 12,5. (88/100)

Morgon Côte du Py Vieilles Vignes 2015 Damien Coquelet
Se non accettate che un vino parta ridotto, lasciate stare. Se siete pazienti, segnatevelo, è un fuoriclasse. Fruttini. Floreale, officinale. Tannino finissimo, grana splendida. Vene ferrose. Persistente e salato. Vino “difficile”, pretende attenzione. Fa 12,5 di alcol. (94/100)

Morgon Côte du Py 2013 Jean Foillard
Colore porpora, bellissimo. Wow, che profumi! In bocca è netto, lavorato di bulino. Ha tannino fitto ed elegante, trama sottilissima. Il fruttino si beve, si sgranocchia, si sugge. Tante erbe officinali. Salato, freschissimo, slanciato. Elegantissimo. Fa 12,5 di alcol. (96/100)

Morgon Côte du Py 2012 Jean Foillard
Buono, ma non lo capisco del tutto. In bocca immediatamente esplode un fruttino avvincente. Poi però sembra a tratti quasi giocare a nascondino, comprimersi un po’ nella vena fruttata, anche se resta una beva dotata di notevole dinamicità. Sono 12,5 gradi. (89/100)

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