Ecco il Consorzio del (mega) Pinot Grigio delle Venezie

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Albino Armani è un imprenditore del vino con interessi nel Veneto, nel Trentino e nel Friuli. Mi accorgo che non ho scritto un aggettivo: intelligente. Un intelligente imprenditore che opera in terra veneta, trentina e friulana. Insomma, la sintesi perfetta del territorio della nuova mega doc del Pinot Grigio delle Venezie. È stato lui il capo dell’associazione temporanea di scopo che ha portato all’approvazione del disciplinare della neonata e potenzialmente da subito gigantesca denominazione che potrà cubare qualcosa come 260 milioni di bottiglie fin dalla prima uscita ed è lui il primo presidente del nuovo Consorzio di tutela della doc delle Venezie.

Le prime dichiarazioni ufficiali del neopresidente sono queste: “Desidero esprimere grande soddisfazione per questo primo traguardo raggiunto. Il Consorzio di tutela doc ‘delle Venezie’ è finalmente realtà. Ora potremo muoverci come sistema organizzato e lavorare per innalzare gli standard qualitativi di produzione, per strutturare l’offerta e per individuare opportune strategie di promozione che ci permetteranno di aprire a nuove prospettive di crescita nel panorama internazionale. Un obiettivo raggiunto anche grazie all’operato di Unione Italiana Vini che ha lavorato a livello tecnico ed istituzionale per sensibilizzare ed illustrare in modo approfondito e concreto i vantaggi che questa novità avrebbe portato al comparto”.

Gli fa eco Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini, dicendo che “un processo tutt’altro che semplice che finalmente ha trovato pieno compimento, sintesi di sensibilità ed esigenze espresse da regioni significative per la vitivinicoltura italiana come Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Ringraziamo Albino Armani per l’impegno e la determinazione riposti in questo progetto e lo stimoliamo a procedere in questo esempio virtuoso di semplificazione del sistema delle doc con il medesimo passo, per riorganizzare e valorizzare la produzione di Pinot Grigio del Triveneto, riferimento internazionale per questa varietà”.

Ma com’è fatto questo nuovo super consorzio del Pinot Grigio? Per ora, “i fondatori del Consorzio – spiega la nota diffusa dall’Uiv – saranno i 9 membri eletti come coordinatori dai 19 partecipanti all’ats nella misura di un rappresentante degli imbottigliatori, uno dei trasformatori e uno dei viticoltori per ciascuna Regione. Fino a quando non sussisteranno le condizioni di rappresentatività misurata, continuerà questa fase ‘equi divisa’ tra le tre Regioni. Fase fondamentale per prendere decisioni sostanziali sulla gestione della denominazione”.

Per finire i numeri, che sono impressionanti.

Il Pinot Grigio del solo Triveneto costituisce oggi l’85% della produzione complessiva nazionale e il 43% di quella mondiale, con circa 2 milioni di ettolitri (260 milioni di bottiglie) distribuiti su circa 24 mila ettari: oltre 13.400 ettari in Veneto, 7.100 in Friuli Venezia Giulia e 2.840 nella sola provincia di Trento. Il Pinot Grigio rappresenta la quarta varietà di uva coltivata in Italia, segnando una crescita negli ultimi cinque anni pari al 144%. Alè.


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