Conegliano e Valdobbiadene, il Superiore va

colline_prosecco_500

Di solito, quando si parla di Prosecco si mette insieme tutto, la mega doc veneto-friulana e le due docg, quelle del Superiore di Conegliano e Valdobbiadene e dell’Asolo. Solo che i prosecchisti delle docg ci tengono alla loro diversità. Dunque, capisco perfettamente che ci sia “orgoglio” (il comunicato ufficiale usa proprio questa parola) nell’annuncio, dato dal Consorzio di tutela, dei risultati delle vendite stimate per il 2018 per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore: 93 milioni di bottiglie, contro i 91,4 milioni dell’anno scorso. Di questo fiume di vino, sono 50 milioni le bottiglie che finiscono sul mercato italiano. La stima è stata fatta sui dati di Valoritalia, che è la società di certificazione del Prosecco docg.

Ma non è tutto. Il Cirve dell’Università di Padova – l’acronimo sta per Centro interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia – ha annotato la crescita delle case spumantistiche, salite a 185, e un incremento degli addetti del settore: +10% in vigneto, + 9% in cantina, +3% gli enologi a tempo pieno, +7% il personale amministrativo e + 40% il personale dedicato all’export. Del resto, le esportazioni contano parecchio. La Germania è la prima destinazione, e se le bottiglie di Prosecco coneglianese bevute dai tedeschi restano sostanzialmente intorno ai 7 milioni, aumenta il valore delle vendite, cresciuto dell’8,4%. Poi ci sono l’Austria (+14.5% a valore e + 5% a volume) e il Regno Unito (+38.5% a valore e 35% a volume). E vedremo che succederà dopo che sarà a regime la Brexit.

Ora, so che mi si può dire: ok, i numeri li hai riportati, ma almeno un Prosecco Superiore ce lo vuoi indicare?

No, uno non lo indico. Ne indico due, che ho bevuto nel corso di quest’anno e che mi sono piaciuti molto e che hanno, entrambi, una straordinaria capacità di invecchiamento. Al che capisco che qualcuno sobbalzi sulla sedia a sentir parlare di invecchiamento per il Prosecco, ma quando il vino è buono, il tempo gli può solo far bene, e in questo caso i vini sono buoni.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nodi 2016 Nino Franco
Seconda annata di quest’etichetta che per me è entrata fin da subito a far parte dei miei capisaldi della produzione di Valdobbiadene. Un vino teso, affilato, dinamico, nervoso, salato. Il frutto croccante e insieme succoso. Non mi piace parlare di verticalità dei vini, ma se c’è un Prosecco “verticale”, be’, è questo. (90/100)

Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Giustino B 2017 Ruggeri
Ecco, prendete una qualunque annata di questo vino e bevetene una bottiglia subito, appena uscita, e mettetene da parte una seconda da bere più avanti negli anni. La prima vi darà la tagliente esuberanza della giovinezza, la seconda la complessità che un grande extra dry di Valdobbiadene sa acquisire con l’età. (92/100)


Scrivi un commento