Come stelle alpine

come stelle alpine

Regalami una parola, ti chiedevo. E tu ne hai sempre avuta una pronta per me, opportuna e dedicata. Con una parola mi hai donato un appiglio al quale aggrapparmi, un aquilone che mi facesse volare, un’ancora che mi tenesse a terra quando ero persa fra le bianche nuvole, una fiamma che ha acceso la mia poesia, una musica che ho danzato ad occhi chiusi. Parole che mi hanno fatto lavorare, poiché di questo avevo bisogno, di elaborare dati di una vita troppo piena d’interrogativi. “Smetti di farti domande e vivi” mi hai scritto. Lo comprendo ora, il valore delle tue parole. Ora che sono uscita dalla nebbia, dalla rabbia e dal dolore. Ora che mi scopro nel mio essere donna, forte ma morbida, ferma, ma fluida nella mia sensualità. Le tue parole vivono in me come pesci guizzanti, come onde di un mare sfiorato da Zefiro, come stelle alpine che animano l’arida roccia. Ora sono io che ti regalo una parola: grazie.


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