Come grandine in vigna

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“Il cieco ci disse che il ragazzo quando scatta è come la grandine sulla vigna”. Il cieco era Biagio Cavanna, un buon pistard, che, persa la vista, divenne celebre nel mondo del ciclismo come massaggiatore e come preparatore di grandi campioni. Il ragazzo era uno di quelli destinati a diventare un grande campione, anzi, il campionissimo, Fausto Coppi. Quando scattava era devastante. Come la grandine sulla vigna, appunto. Non sui campi di pomodoro o sui meleti o sui peschi. Sulla vigna, perché è lì che si piange di più.

Lo so, non c’è niente di poetico nella grandine sulle vigne, e grandine ne è caduta tanta anche quest’anno, e grossa e distruttiva. Però questa frase ha in sé una sua straordinaria poetica. L’unica simbologia possibile, ieri come oggi, per descrivere la forza formidabile, sconvolgente, rovinosa d’un atleta leggendario.

La frase la trovate in un libro di Maurizio Crosetti, che dà voce ai personaggi del tempo. S’intitola “Il suo nome è Fausto Coppi”. L’ha stampato da poco Einaudi.


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