Cicogna, le rosse bordolesi dall’accento veneto

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Che certi tratti della terra vicentina siano habitat felice, e ormai ultrasecolare, per le vigne bordolesi, è cosa nota, e anche per quelle rodaniane, a dire il vero. Insomma, i due cabernet, il carmenere, il merlot ci sono da un sacco e hanno attecchito bene sui Colli Berici e nella zona di Breganze e nella pedemontana del Grappa, e c’è il grenache, che dà esiti per me felici ancora sui Berici col nome oggi di tai rosso (e ieri di tocai rosso), e c’è chi prova da qualche tempo anche a impiantare il syrah, che trovo però caratterialmente più scorbutico.

Ripeto, in più casi è ormai lunga, consolidata tradizione, e dunque non ammiccamento all’internazionalità di stile parkeriano che s’impose dal finire degli anni Ottanta. Dunque, si dice càbernet con l’accento sulla a, merlòt con l’accento grave (forte, schioccante) sulla o e in entrambi i casi con la t finale marcata. Insomma, gli si fa parlare lingua veneta.

Tra gli interpreti delle rosse internazionali di parlata vicentina ci sono i Cavazza, che hanno acquisito nell’87 la tenuta chiamata Cicogna ad Alonte, sui Berici appunto, e mi pare di poter affermare che vi cercano non l’opulenza, ma piuttosto l’eleganza, e questa ricerca mi pare dia convincenti responsi sulle bordolesi. Ho avuto modo d’assaggiarne i rossi del 2015, e dico qui sotto le mie impressioni.

Colli Berici Cabernet Cicogna 2015 Cavazza
Eccolo qui, il cabernet sauvignon come si fa sui Colli Berici, quando il vitigno mitiga la pronuncia bordolese con l’influenza dialettale. Eccolo qui quello che vorrei definire lo “stile Cicogna”, e dunque ha il frutto che s’intride di sale e il vino assume finezza, e col tempo vi si accrescerà ancora. Ci credo. (93/100)

Colli Berici Merlot Cicogna 2015 Cavazza
Anche se ti bendano, dici: è merlot. L’impronta varietale emerge e però il palato si inonda della sapidità succosa che esprime il territorio. Non ha dunque grassezze, come troppo spesso ci hanno abituato i merlot italiani, e ancora più compiuta s’esprimerà l’eleganza con la paziente attesa nel vetro. (90/100)

Veneto Syrah Cicogna 2015 Cavazza
Qualcuno dice sia ostico il pinot nero, ma allora non ha mai provato col syrah, che, oh se è una brutta bestia, questo vitigno. La pepatura che si porta dietro non è arrendevole, affatto, e questo vino, che paga il pegno della giovinezza, è piccantissimo. L’indole rodaniana indomita prevale sulla veneta. (80/100)

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