Ciarariis, la sfida di Raffaele Palma in Costa d’Amalfi

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Lungo la Costiera Amalfitana si incontrano vigne di rara bellezza. Tra le più affascinanti al mondo, sospese coraggiosamente tra le alte colline rocciose e il mare, sono portate avanti da viticoltori eroici che le lavorano con grande fatica.

Imperdibili sono le viti centenarie di tintore lungo le gole di Tramonti che scendono verso Amalfi, continuamente battute dai venti. Poi ci sono quelle Furore e di Ravello, luoghi di rara bellezza a tal punto da sembrare usciti da un libro di fiabe. Sugli alti costoni di Maiori, il comune più grande della costiera, incontriamo le viti a terrazza di Raffaele Palma che ha rilevato nel 2005 questo terreno abbandonato, una volta dedito alla coltivazione dei limoni, attività una tempo fiorente sulla costa.

Raffaele è un imprenditore del territorio a nord di Napoli, viene da altro settore e ha voluto ritagliarsi un luogo dell’anima dove poter coltivare il lato spirituale della vita. Quello materiale se lo è assicurato con successo commerciando legno, la ricerca poi della spiritualità, un elemento irrinunciabile che a un certo punto della vita bussa con impazienza, l’ha ritrovata nella natura, come spesso accade.

L’azienda agricola che porta il suo nome è a conduzione biologica, in una posizione che mozza il fiato, immersa nel silenzio e nella vegetazione selvaggia di queste zone, dove la sopravvivenza segue sempre una linea obliqua e ripida. I vigneti sembrano tuffarsi verso il mare, nella zona di Capodorso, e condividono lo spazio con altre colture tipiche di questo territorio unico: l’olivo e i limoni. I vitigni sono quelli storici, piedirosso, tintore e aglianico per i vini rossi, poi falanghina, biancolella, ginestra per i bianchi. Il lavoro è duro, le pendenze e gli spazi ristretti impongono la manualità in tutte le fasi della vite e della vinificazione, tanto che le attrezzature per la cantina sono state qui condotte in elicottero. Non è quindi il fine del guadagno a sostenere l’azienda, ma un amore profondo per questi luoghi.

Raffaele produce sia rossi, bianchi che un rosato e di recente ha dato vita ad un vino bianco insolito e molto coinvolgente. È Ciarariis 2015, il bianco prodotto con uva ginestra presente all’80% e poi biancolella. Una rarità da queste parti: in genere la ginestra viene utilizzata in percentuali basse e in uvaggio con le altre uve a bacca bianca.

Il vino esprime una personalità esuberante in tutti i suoi aspetti, solare, giallo oro nel colore, intenso e ampio nei profumi che vanno dalle note fresche a quelle dolci – ritroviamo la buccia di cedro, la genziana, poi lo zafferano, piccole erbette aromatiche, in un secondo momento emerge il frutto nei toni della pesca gialla, il colore che lega un po’ tutti i profumi. Il sorso è ricco, materico, esprime l’energia delle rocce e del sole della costiera, la freschezza graffiante poi  ben sostiene e dà ritmo alla pienezza del corpo, appena amaro di mandorla in chiusura. Sono solo trecento le bottiglie di Ciariis che confermano l’inclinazione di Raffaele alla sfida e il profondo amore per questi luoghi dove produce anche un ottimo olio extravergine di oliva e limoni.

Colli di Salerno Bianco Ciarariis 2015 Raffaele Palma


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