Ci ha lasciati Sante Bonomo, l’uomo della Valtènesi

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Non lo potrò più bere quel bicchiere di Chiaretto con lui. Sante Bonomo ci ha lasciati, vinto da un male che non perdona. La Valtènesi del vino e tutti noi che sul Garda nutriamo la nostra passione per la terra e la vigna abbiamo perso un punto di riferimento.

Sono stato al suo fianco per un qualche breve periodo al Consorzio del Garda Classico, quando lui ne era il presidente e pensammo a una futura doc della Valtènesi, e quell’ipotesi progettuale ci appassionò e ci bevemmo su dei buoni bicchieri di vini fatti con l’uva del groppello, costruendoci sopra idee e magari anche sogni.

Ricordo la sua pacatezza, la disponibilità alla mediazione, alla ricerca di soluzioni percorribili, e la sua voglia di pensare ad un’ipotesi di terroir gardesano, che valorizzasse le diversità in una logica di appartenenza globale a un territorio. Belle ore, che auguro a chi abbia tuttora voglia di sognare un’appartenenza territoriale che è prima di tutto culturale, umana.

Dopo il Consorzio gardesano, passò all’Ente Vini Bresciani, e nel frattempo continuò nel percorso di crescita della sua Civielle e nella ricerca d’una viticoltura che parlasse la lingua della sostenibilità, e perfino della solidarietà, e s’impegnava infatti in un’impresa quasi estrema in terra palestinese, ma ci perdemmo un po’ di vista.

Stasera il mio calice si leverà per Sante.

 


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