Chianti Classico, c’è un po’ di confusione in America

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“Ci sono molti problemi oggi con il Chianti Classico, in termini sia di vendite che di immagine”: lo dice Tom Hyland, wine writer americano e profondo conoscitore della realtà italiana (che frequenta assiduamente e cui ha dedicato vari libri), sulle pagine on line di Wine Searcher. Il titolo del suo articolo è piuttosto eloquente: “Chianti Classico Confusion Hits Sales“, la confusione del Chianti Classico colpisce le vendite. Per vendite, si intendono quelle sul mercato statunitense e in particolare newyorkese.
Secondo un’indagine condotta da Tom Hyland in alcuni ristoranti, la clientela ha raffreddato gli entusiasmi nei confronti del Chianti Classico, che fino a qualche tempo fa andava invece piuttosto forte, soprattutto nei locali che fanno cucina italiana. “Vendiamo circa il 40 per cento in meno di Chianti Classico rispetto a cinque-sette fa” sostiene ad esempio Lorenzo Baricca di Tarallucci e Vino, un gruppo di cinque ristorante italiani a New York City.
Quali sono le cause del calo di attrattività del Chianti Classico? Per esempio, le modifiche apportate al disciplinare chiantigiano con l’introduzione di vitigni internazionali: siccome non tutti le usano, adesso c’è confusione tra i consumatori su quale sia il vero carattere del vino. Perfino la nascita della Gran Selezione è vista come “confusing”, perché poco spiegata. Poi, c’è da tener conto di altri fattori, come il successo dei cosiddetti Supertuscan, che hanno in parte sostituito l’acquisto di Chianti Classico. Oppure l’arrivo sul mercato di vini italiani, dalla Puglia e dalla Sicilia in particolare, a prezzi più vantaggiosi. Ma credo sia molto interessante e istruttivo leggere per intero le considerazioni di Tom Hyland.


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