Chiamatela Nas-cëtta, con la esse e la ci staccate

nascetta_500

Due consonanti vicine che producano un unico suono si chiamano digramma. Per esempio, ch davanti alla vocale e oppure alla vocale i (che, chi) o anche sc davanti alle medesime vocali (sci, scena). Più raro è che si trovino parole nelle quali la esse e la ci, pur vicine, si pronuncino separatamente. Accade nei dialetti, e così per esempio, in quello che si parla dalle mie parti, s-ciòc sta per schiocco, oppure si chiama s-ciànco l’antico gioco della lippa. In Langa, invece, c’è il caso della nas-cëtta, un’uva che qualcuno pensa sia in qualche modo imparentata col nebbiolo, anche se la nas-cëtta è bianca e il nebbiolo è rosso.

La nas-cëtta ebbe qualche fortuna nell’Ottocento, e nel 1887 Giuseppe dei Conti di Rovasenda nel suo “Saggio di un’ampelografia universale” la definiva “un’uva delicatissima” che dava “un vino squisito”. Però nella storia ci sono sempre i però, e nel caso della nas-cëtta i però sono stati due, il primo che produceva con discontinuità, il secondo che nella zona del Barolo il nebbiolo si impose su ogni altra varietà, e dunque addio nas-cëtta. Così nei primi anni Novanta del secolo scorso di vigne di nas-cëtta ne restavano ben poche, e la più vecchia era dalle parti di Novello, piantata nel 1948. Nel 1994 accadde qualcosa di nuovo, e fu che sotto l’etichetta di Elvio Cogno uscì sul mercato un vino che si chiamava, appunto, Nas-cëtta, e che per certi versi era fuorilegge, perché la varietà non era menzionata nel registro nazionale delle varietà di vite, e dunque a rigore non si poteva vinificare. Successivamente arrivò, anch’essa semiclandestina, la Nas-cëtta della cantina Le Strette, quella che ha la vigna del ’48. La registrazione della varietà avvenne nel 2001 e l’anno dopo la nas-cëtta entrò a far parte della doc della Langhe. Ma ai vignaioli di Novello la cosa non bastava, e lottarono per avere una loro specifica denominazione, o almeno una menzione particolare dentro al disciplinare langhetto, e fu proprio questo il risultato che ottennero nel 2010, quando venne riconosciuta la menzione Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello, che vuole che i vini siano prodotti solo con uve di nas-cëtta di vigne coltivate nel comune di Novello.

Si è anche costituita un’associazione, quella dei Produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello, che adesso conta su undici affiliati (che sono quasi tutti i produttori della varietà), presieduti da Valter Fissore dell’azienda Elvio Cogno. Nel territorio comunale di nas-cëtta se ne coltivano in tutto tredici ettari, e le bottiglie complessivamente sono ottantamila. Se cercate un vino che abbia il carattere di esclusività, l’avete trovato.

Com’è dunque questo Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello? Direi piemontesissimo e anzi decisamente langhetto, e dunque terragno e anche perfino tannico, ma nello stesso tempo è portatore di un’inattesa indole mediterranea, perché lo caratterizza una salinità piuttosto netta ed ha un che di erbe officinale e di fiori bianchi, che sono forse il segno della semiaromaticità dell’uva.

A chi volesse provarlo, consiglio di non farlo raffreddare troppo. Infatti, assaggiati gli undici vini prodotti dagli affiliati all’associazione, ho notato che il meglio di sé lo davano man mano che la temperatura cresceva nel calice. Insomma, è un bianco, ma per certi versi ha un’indole da rosso, e la temperatura di cantina mi pare quella più giusta.

Se volete provare un terzetto di Nas-cëtta, ecco quali vi consiglio.

Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello Anas-Cetta 2018 Elvio Cogno. Sfoggia una solida complessità floreale e speziata e una decisa croccantezza del frutto e una sapidità avvincente. Gran carattere. (90/100)

Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello 2018 Luca Marenco. Prima annata prodotta, e dunque confido che si tratti del buon giorno che si vede dal mattino. Floreale e salato, si beve molto bene. (87/100)

Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello 2018 Sansilvestro. Una Nas-cëtta che è meglio appena appena fresca, ma non fredda. Rusticheggiante e contadinesca, chiama a gran voce la tavola. (85/100)


Scrivi un commento