Una chiacchiera tira l’altra

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Una chiacchiera tira l’altra, e poi un’altra e un’altra ancora, tanto che il filo delle parole diventa un gomitolo sempre più grosso.
Con quel gomitolo ho tessuto la rete delle mie amicizie.
Ci ho lavorato di giorno, in corriera, in ufficio, nelle sale d’attesa, e ho proseguito la sera, e oltre, in qualche locale, fuori da un cinema o semplicemente sul divano di casa.
Quelle chiacchiere non sono state, e non sono, tutte uguali, se scambiate la notte hanno una consistenza speciale.
Ci ho fatto caso qualche sera fa, dopo una lunga telefonata notturna con una cara amica.
L’ho notato perché con questa amica normalmente ci sentiamo nelle ore “grandi”, e farlo nelle ore piccole è stato insolito.
Eravamo sempre noi, con i nostri argomenti, il nostro modo di raccontarli e di farci dell’ironia, ma i toni erano più intimi, come ci stessimo svelando chissà quali segreti.
Niente piccanti confessioni, quella sera, ma la naturale complicità tra ragazze che, come durante un pigiama party, non vorrebbero mai spegnere la luce e dirsi “buonanotte”
La cosa mi ha fatto sorridere perché, ripensandomi teenager, le telefonate ad ora tarda e i pigiama party erano per me solamente un sogno.
Mai disperare che un sogno si avveri.


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