Di certi bianchi borgognoni sovramaturi e botritizzati

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I Thevenet mantengono alta la tradizione dei vini sovramaturi e botritizzati della Borgogna. Bisogna averli provati per capire cosa sono e per pensare a cosa potrebbero fare anche gli altri produttori della zona se ci fosse la stessa determinazione.

Il Domaine de la Bongran si estende su una quindicina di ettari “sur la terre de Quintaine”. La tradizione famigliare è di lunghissima data, si tramanda da generazioni. Il suolo è di marne bianche. Ovviamente, il vitigno è lo chardonnay. In certe annate, le condizioni climatiche e la particolare esposizione permettono di elaborare delle cuvée tratte da acini parzialmente o totalmente botritizzati.

Viré-Clessé Domaine de la Bongran 2013 Thevenet Quintaine. Naso straordinario, tra il minerale del ferro e gli agrumi (l’arancio), cui si aggiungono la cannella, il miele, la lavanda. Palato eccezionale per potenza e finezza. (95/100)

Mâcon Villages Cuvée Botrytis Domaine de la Bongran 2006 Thevenet Quintaine. Un vino barocco, a parte, in grado di fare impallidire un Sauternes. Si avvicina a una selezione di acini nobili di riesling, note di albicocca di grande purezza e una energia che raramente si arriva ad incontrare. Cercatelo. (97/100)


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8 comments

  1. Lanegano Rispondi

    Interessantissimo. A prima ricerca però mi pare introvabile….una dritta su dove reperirlo…? Grazie mille.

  2. Mario Plazio Rispondi

    Non è un vino facile da trovare, è vero. Però vedo che qualche sito italiano lo vende, non tutte le etichette ma ad esempio Vinatis ne ha una a un prezzo accettabile. L’ho visto addirittura su Amazon che ha solo una rara cuvée botritizzata molto cara

  3. guglielmo Rispondi

    I vini levrouté non é facile trovarli neppure in Borgogna, fuori dalla zona di produzione. Sono una tradizione antica, ma praticamente circoscritta al territorio del Viré Clessé e dintorni. Interessanti, anche se -é il mio modestissimo parere- un grande Sauternes é un’altra cosa. Comunque complimenti per la scoperta e per l’articolo.

  4. Mario Plazio Rispondi

    Grazie, si tratta di una cosa molto diversa dal Sauternes, per cui non metterei a confronto le due cose. Gli zuccheri degli chardonnay di Borgogna sono molto bassi, salvo rare eccezioni che pur esistono. Io preferisco quelli più leggeri e con residui minimi, che tra l’altro hanno una magnifica evoluzione nel giro di una decina di anni, sviluppando aromi di tartufo bianco. I produttori validi non sono molti, a mia conoscenza sono forse 3 o 4, ma potrebbe sfuggirmi qualche cantina meno nota.

    1. guglielmo Rispondi

      Ovvio: lo chardonnay non é il sauvignon e neppure il semillon. Ma sono vini molto intriganti che fanno comprendere come il Maconnais non sia affatto una cenerentola della Borgogna, che ha grandissimi vini, ma non in tutte le tipologie. Per es. non é facilissimo trovare, in Côte d’Or (e neppure nella Côte Chalonnaise ) dei vini della regione davvero adatti a formaggi e dessert.

  5. Sergio Frigieri Rispondi

    I prezzi,per cortesia,i prezzi….

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Le ho già risposto altre volte che ci è impossibile conoscere tutti i prezzi dei vini assaggiati in degustazioni riservate alla stampa: semplicemente, non vengono comunicati. E comunque il prezzo dello stesso vino ha una variabilità anche consistente da un punto vendita a un altro, per cui qualunque indicazione potrebbe essere fuorviante. Esistono portali dove può individuare i vari prezzi praticati sul mercato. Ad esempio trovino.it oppure wine-searcher.com. Cordiali saluti.

  6. Mario Plazio Rispondi

    Molti dei vini commentati sono assaggiati nel corso di manifestazioni e quindi non è possibile avere i prezzi. E comunque non è l’obbiettivo degli articoli. Con un minimo di impegno i vini si trovano sui siti italiani o in quelli francesi.