C’è del nuovo nei Colli Berici, Punto Zero

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Che volete che vi dica? Il vino per me è anche ritornare indietro nel tempo e mentre sto aprendo quella precisa bottiglia, assaporare, oltre al gusto del vino, anche quello di poter riacciuffare ricordi, sensazioni, “fotografie” d’incontri che si sono fatti visitando un territorio, una cantina.

Mi è capitato, dunque, la scorsa domenica – la prima dove ha fatto capolino il freddo – d’aprire a pranzo il Dimezzo 2013, un vino rosso prodotto nei Colli Berici con cabernet sauvignon 50%, cabernet franc 20% e merlot 30%. Vino di sostanza sia all’olfatto, dove spiccano note speziate e una polpa scura di frutti di bosco e prugna, sia al palato, che è avvolgente, caldo e balsamico.

Ricordo quel giorno di fine estate: aveva appena piovuto e mi sono quasi persa nel salire per le stradelle dei Colli Berici tra Lonigo e Sarego, dove la famiglia De Besi ha presentato ufficialmente l’azienda Punto Zero e la nuova cantina che è in fase di costruzione.

I loro vini li avevo incontrati un paio di volte agli eventi organizzati dal Consorzio e la curiosità di scoprirne le origini era forte.

Mi sono trovata all’improvviso immersa nella splendida realtà dei Colli Berici, ancora troppo spesso sullo sfondo del panorama enoico e, devo dirlo, non mi sarei aspettata tanta bellezza.

Splendida l’accoglienza di Marcella e Andrea De Besi e delle loro figlie Carolina e Anna Paola, nell’antico casale agricolo ristrutturato e circondato da prati e vigneti che sembrano giardini. Questa famiglia, a partire da Andrea, imprenditore zootecnico di origini padovane, si è letteralmente innamorata di queste colline dolci e luminose, al punto da acquistare, nel 1994, la tenuta di circa 45 ha (di cui 11 vitati) che oggi costituisce Punto Zero.

Se si tiene conto che le prime etichette in commercio sono del 2015, possiamo pensare a circa vent’anni di lavoro e di sogni che, finalmente, si stanno concretizzando.

Una bella spinta è sicuramente venuta, nel 2006, dall’incontro con uno dei protagonisti più famosi dell’enologia in Valpolicella, il winemaker Celestino Gaspari.

Alcune scelte stilistiche richiamano indubbiamente quel mondo: venti o trenta giorni di appassimento delle uve sono infatti il punto di partenza per i vini rossi più importanti; oltre al Dimezzo che affina in barrique, per 24 mesi, il Virgola (syrah con affinamento di 24 mesi in barrique), il Punto ( merlot con affinamento di 36 mesi in barrique) e – ultimo ma non meno importante – il Tai Rosso che uscirà prossimamente (e che, personalmente, anche preso dalla vasca mi ha convinto molto). La gamma è completata da due vini piacevoli e da bere giovani: il Trasparenza (un pinot bianco dalle fresche note di pesca ed erbe officinali) e l’ Idea (una bella interpretazione veneta del cabernet sauvignon, che unisce alle note varietali della foglia di peperone una bella polpa di prugna e marasca).

Non perdeteli di vista questi coraggiosi interpreti dei Colli Berici. Mettete da parte qualche annata di Merlot, di Syrah, di Tai Rosso; quando gli accenti del legno nuovo saranno smussati dall’opera del tempo, avremo sorprese.

Ed inoltre: se si deve credere a un Genius Loci – ed io ci credo – dal momento in cui le uve faranno un tragitto molto più breve dalla vigna alla nuova cantina, nei vini del futuro prossimo il territorio di origine parlerà assai di più.

Punto Zero Wine – via Monte Palù, 1 – Lonigo (Vicenza)

 


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