Cavolo, sono proprio tanti 2,5 milioni di ettolitri di rosé

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Qual è la zona che produce più vino rosa al mondo? La risposta che verrebbe spontanea è: la Provenza. Perché i rosé provenzali sono percepiti ovunque come l’ammiraglia del vino rosa. Invece no. Si tratta della Linguadoca, la Languedoc, quell’enorme area della Francia che sta fra Nîmes e il confine con la Spagna. L’anno scorso lì si sono prodotti due milioni e mezzo di ettolitri di rosé, il doppio della Provenza, il trenta per cento della produzione nazionale francese. Vi rendete conto di quanti sono due milioni e mezzo di ettolitri di vino? Io faccio fatica a capacitarmene. Se venissero imbottigliati tutti si tratterebbe di 333 milioni di bottiglie.

Il dato ancora più rilevante, secondo me, è che in due anni la produzione di rosé nella Languedoc è cresciuta del venticinque per cento, e cresce soprattutto il rosé venduto in bottiglia (il settanta per cento in più negli ultimi sei anni). Una dinamica impressionante, soprattutto se si pensa al contesto italiano, dove il vino rosa continua a faticare e molta parte finisce ancora commercializzata in cisterna.

Le informazioni le ho prese da quanto la presidente del Comité interprofessionnel des vins aoc du Languedoc, Miren de Lorgeril, ha dichiarato a Le Figaro. Spiega anche che sì, va bene, la Languedoc è il primo produttore di rosé, ma è la Provenza che detta legge in fatto di stile. “Personalmente – dice – ho resistito allo stile provenzale per cinque anni, ma se al giorno d’oggi vuoi vendere il rosé, deve rispondere allo standard di mercato”, e lo standard, per la Francia, è proprio quello imposto, nel mondo, dalla Provenza. Ullallà.


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