Il Castel del Monte Riserva Le More 2013 Santa Lucia

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Si considera ancora il nero di troia un vitigno minore, anche se nel territorio di Castel del Monte sa dare vini molto interessanti. Decisamente diversi da quelli prodotti nel resto della Puglia. Qui questo nobile vitigno a bacca rossa si mostra elegante, con andamento leggiadro e deciso allo stesso tempo.

Certi territori non godono di fama e fortuna fondamentalmente perché non c’è stata una azienda importante che abbia fatto da apripista investendo in marketing e comunicazione. Credo sia proprio il caso di Castel del Monte e del suo fantastico nero di troia.

L’azienda agricola Santa Lucia propone diverse espressioni con questa cultivar e Roberto Capano Perrone da tempo si dà un gran da fare per far emergere questa valida realtà vitivinicola. Roberto è un napoletano solare e molto concreto, con una profonda passione per la vela che vive partecipando a regate importanti. Da questa esperienza proietta in azienda la capacità di fiutare il tempo, di assecondare i suoi umori e i ritmi della natura con rispetto. Ha ben compreso che volendo forzare questi andamenti, si ha sempre la peggio.

L’azienda è a Corato, nell’omonima contrada Santa Lucia, in una posizione di piena bellezza, il suggestivo Castel del Monte, quello a forma ottagonale voluto da Federico II di Svevia, domina maestoso le vigne e il vecchio uliveto. Siamo nell’ alta Murgia dove eterno è il compromesso tra l’uomo e la pietra. Sono circa 15 gli ettari intorno alla vecchia casa di famiglia dove un tempo si veniva da Napoli per trascorrere l’estate e per seguire i tempi della vendemmia.

L’azienda agricola Santa Lucia ha origini antichissime che risalgono al 1628 quando Marc’Antonio Perrone possedeva annui ducati 60 di fiscali feudali sopra Quarati, l’odierna Corato, come si legge in documento dell’epoca.

Roberto è riuscito a mettere insieme una squadra di collaboratori molto valida con l’intento di ripagare la generosità di questa terra producendo un buon vino che sappia poi raccontarla al meglio in giro per il mondo. Molto spesso sono proprio certe bottiglie a fare viaggiare i territori e quanto hanno da offrire. Nel team troviamo il bravissimo enologo Paolo Caciorgna e la sua collaboratrice Emilia Tartaglione.

Le More Riserva è sicuramente una delle migliori interpretazioni di questo areale e del nero di troia, nel millesimo 2013 si mostra profondo sia al naso che all’assaggio. Le more ci sono, anche sottili spezie di chiodo di garofano, elegante l’anima floreale di viola. All’assaggio è scattante, vibra di energia nella sua pienezza, con andamento austero e sinuoso allo stesso tempo,  proprio come ci si aspetta dal nero di Troia. Difficilmente in enoteca o al ristorante si sceglie questa tipologia di vino, un po’ per pigrizia dovuta al fatto che fondamentalmente non si conosce e tantomeno se ne sente parlare. Una occasione persa alla quale si può rimediare e offrire una giusta opportunità. E vale il viaggio venire a visitare la bellissima azienda coniugando una puntata al Castel del Monte dove ancora vivo è il genio di Federico.


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