Carussin, e Bruna che dice della Barbera nervosetta

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“Tutto questo parlare di vino naturale mi sta un po’ stretto. Io vivo naturale. Faccio anche un po’ di vino”. La frase è di Bruna Ferro. Lei fa vino nel Monferrato astigiano sotto l’insegna Carussin, che è il nome dell’azienda agricola. Fa vino di quello che, appunto, s’usa definire secondo i canoni del naturale.

La frase l’ha detta in una serata alla Rimessa Roscioli di Roma. Una delle tappe di un bell’appuntamento ideato da Fabio Rizzari col titolo di “Ladri di Vino”, nel senso che ogni volta c’è qualche vignaiolo che parla dei propri vini e di quelli dei produttori cui ha “rubato” idealmente qualcosa. Ovvio che i vini si bevono anche. “Io non vorrei parlare di vino. Preferirei parlare di agricoltura”, ha esordito Bruna, e poi ha aggiunto così: “Il cliente deve abituarsi a prendere quello che la terra dà, perché questo è l’unico caso in cui il cliente non ha mai ragione”. Sembrano provocazioni, ma non solo sono e anzi è la verità, perché hanno ragione la terra e le stagioni. Ma vaglielo a spiegare a certa gente che i contadini li vede solo in televisione.

Che a comandare sia la natura, e con la natura il clima, viene fuori chiaro quando Bruna dice: “Quest’anno faccio quarant’anni di vendemmie e nelle ultime tre ho perso tutte le mie certezze”. Eccola qui la verità, per il contadino di certezze non ce ne sono, soprattutto adesso che il meteo sembra impazzito e forse invece a essere impazziti siamo un po’ tutti noi.

Il vino che più mi piace di casa Carussin è l’Asinoi. Una Barbera d’Asti che a mio avviso è un vino paradigmatico (bella parola, eh, paradigmatico?) di cosa sia un vino “vero” di quelli da bere in compagnia, a tavola. Appena ce l’ho nel bicchiere esclamo: “Eccolo!” Inconfondibile, anche se viene da una di quelle tre vendemmie nelle quali Bruna sostiene di non averci capito niente.

Una Barbera bellissima nella sua ruspante rusticità. Uno stile d’antan, contadino per davvero, ma anche cristallino, nettissimo. Da bere, bere, bere. Dice Bruna che il vitigno è un po’ matto, comincia a diventare ragionevole quando ha trent’anni di vita. Aggiunge che è uva nervosetta, esuberante. Ecco, come il vino che ne viene fuori, come l’Asinoi. Per me, uno dei vini che deve provare chiunque voglia capire cos’è la Barbera, cos’è il vino italiano di matrice contadina e territoriale.

Barbera d’Asti Asinoi 2016 Carussin
(89/100)

 

 

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