Tra carnosità e carnalità, il rating cede al piacere

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Pur afferendo entrambi al concetto di carne, c’è una sostanziale differenza tra gli aggettivi carnoso e carnale. Carnoso sta per polputo, di carne abbondante. Carnale sta per lussurioso, in contrapposizione a spirituale. Va da sé che delle labbra carnose (e naturali) possano suscitare, talvolta, pensieri carnali.

Tutto questo per dire che al primo sorso dell’Envolée 2005 di Gérald Vallée mi sono subito scritto un aggettivo, che è “carneo”, per il colore rosso sangue, denso. Poi, immediatamente, “carnoso” e “carnale”, per la pienezza e per la capacità di sedurre. Appunto.

L’Envolée è un figlio del cabernet franc di Saint Nicolas de Bourgueil. Che è uno di quei luoghi dove il cabernet franc offre il meglio di sé. Scriveva anzi Hugh Johnson nella sua guida tascabile sui vini del mondo che qui “i migliori sfiorano l’eleganza”. Questo vino la raggiunge, ed è un’eleganza insieme contadina e aristocratica, giacché evoca il fustagno e la seta.

Quando uscì, questo figlio dell’annata 2005, venne bene accolto dalla critica. Wine Spectator gli attribuì 90 centesimi, e si era nel 2007, quando i 90 centesimi non venivano ancora concessi con larghezza. Diceva la rivista americana che il vino “should age a long time”, dovrebbe invecchiare a lungo. Dopo dieci anni da quella recensione dico che sì, il tempo gli ha fatto un gran bene, e la grazia è oggi da capogiro. Non ho resistito, e dopo il primo bicchiere, bevuto – lasciatemelo dire – voluttuosamente, ne è seguito un secondo e un terzo. Splendido rosso della Loira.

Vorrei averne ancora qualche bottiglia in cantina. Era l’ultima, e credo di averla aperta nel momento di massimo fulgore, all’apice dell’evoluzione. Stramaledico però di non averne messe in disparte di più.

Ora, si tratta di metterci un voto, un rating come dicono gli americani, perché così è la regola che mi son dato su quest’InternetGourmet. Di fatto, i 90 punti canonici son superati di netto. Ma io non bado ai canoni della degustazione centesimale classica. Bado alla piacevolezza, soggettivamente, e dunque il voto vola. In alto. Come questo splendido vino. Non prendetelo dunque, il mio, come un punteggio “oggettivo”. Non uscirebbe quel numero dalla scheda che si adopera nei corsi di degustazione. Ne verrebbe un gran voto, ma non questo, e io stesso starei un po’ più basso, se fossi tra i valutatori d’un concorso o d’una guida. Il plus, qui, è dato non dalla carnosità del vino, è dato dalla sua carnalità. Che nelle schede dei concorsi non è elemento previsto. Che è soggettiva, e io ritengo che la soggettività superi, nel bere un vino, qualunque illusoria pretesa d’oggettività.

Saint Nicolas de Bourgueil L’Envolée 2005 Gérald Vallée Domaine de la Cotelleraie
(99/100)


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