Cantina di Soave, nulla è più come prima a Verona

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Verona è una delle principali province italiane del vino. Ma d’ora in poi nulla sarà più come prima nel mondo del vino veronese. Perché uno dei suoi attori ha assunto un assetto organizzativo totalmente nuovo. Che gli permette di avere una forza competitiva enorme. Con un impatto potenzialmente determinante su tutta la filiera. Perché può, se vuole, condizionare il posizionamento commerciale della quasi totalità delle denominazioni di origine del territorio. Del resto, ad ora controlla circa 6.500 ettari di vigneto.

Quest’attore è la Cantina di Soave. Un gigante della cooperazione (2.300 soci), che adesso è ancora più grande. Perché ha inaugurato il suo nuovo quartier generale, a Soave, poco lontano dall’autostrada. Per dare un’idea di cosa voglia dire penso sia sufficiente fornire qualche numero. Lo faccio subito.

La struttura si articola su una superficie di oltre 11 ettari e, di questi, 35 mila metri quadri sono coperti: conferimento, imbottigliamento, stoccaggio, logistica, uffici.

La linea di imbottigliamento è doppia, una per i vini fermi, una per gli spumanti: entrambe possono lavorare 14 mila bottiglie l’ora, per un totale di 80 milioni di bottiglie l’anno, che rappresentano virtualmente il sessanta per cento del vino che la Cantina di Soave è in grado di produrre dalle uve dei soci (non sono tutte destinate a doc, chiaro).

L’area di vinificazione e di stoccaggio ha una capacità totale 1,6 milioni di ettolitri e tutte le fase di stabilizzazione del vino sono automatizzate.

L’area di affinamento si articola su una superficie di 4 mila metri quadri e alimenta le due linee di imbottigliamento in maniera completamente automatica.

Il magazzino è anch’esso automatizzato e ha la capacità di 17 mila posti pallet da 500 bottiglie ciascuno: in totale possono starci contemporaneamente fino a 8 milioni di bottiglie.

I lavori sono durati quasi tre anni con un investimento di 90 milioni di euro. Credo che un bel po’ di quei soldi siano un plus di costo affrontato per ridurre l’impatto ambientale: un terzo dei volumi è sotto terra, i vecchi fabbricati artigianali che c’erano fronte strada sono stati acquistati e abbattuti per “dare aria” all’insieme, il depuratore equivale a quello necessario per una cittadina di 25 mila abitanti.

Visitare l’impianto è come essere dentro a un film di fantascienza, acciaio e lucine che pulsano ovunque, cisterne gigantesche che tengono dentro l’equivalente di un milione e passa di bottiglie di vino. Tutto computerizzato, tutto che funziona con automatismi predeterminati. Ti vengono le vertigini, là dentro.

Molti rimangono impressionati dalla capacità di imbottigliamento. Ovvio, ha fatto impressione anche a me quella sfilza di vetri che si infilano sui nastri come soldatini. Ma la vera leva competitiva credo sia costituita dal potenziale logistico, che adesso qui è fenomenale. Credo che in tempi di pesante competitività chi ha larghezza di logistica sia vincente. Amazon basa il proprio successo sulla logistica, per dire.

Capisco che siano soddisfatti i vertici della Cantina di Soave, il presidente Roberto Soriolo e il direttore generale Bruno Trentini. Mi conforta che Trentini abbia sottolineato – è l’ennesima volta che lo fa – che “le denominazioni del territorio sono il vero patrimonio che abbiamo, non tanto le bottiglie che realizziamo”.


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3 comments

  1. Luigi Sandri Rispondi

    C’è qualcosa che mi lascia perplesso. Le DOC sono patrimonio di un territorio complesso e in parte non nell’area di interesse diretto di una cantina “mostro”.Si deve accendere ceri alla Madonna,sperando che le politiche aziendali non “depredino”qualche settore del campo? Credo ,ad esempio che con 2300 soci, la maggioranza del Consorzio Valpolicella sia in mano loro o mi sto sbagliando?Forse non è tutto oro quello che luccica!

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      La Cantina di Soave ha la maggioranza nelle doc Soave e Lessini Durello, ma non nella doc Valpolicella.

  2. giordano Rispondi

    eh si … con circa il 50 % delle denominazioni Soave e Valpolicella e circa il 75 % del Durello!
    Auguri a Cantina di Soave, casa vitivinicola dal 1898, che affronterà al meglio le scommesse del futuro!