Canelli, il Moscato d’Asti è grande grande

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C’è un vino che più di ogni altro a me ricorda il Natale e le feste di fine anno. C’è un vino che intorno a Natale bevo con l’antipasto, con un crostino di pane col prosciutto crudo, e poi anche, golosamente, a fine cena, e magari dopo cena, conversando. È il Moscato d’Asti, meglio ancora se della sottozona di Canelli. Che nelle intenzioni di chi fa vino da quelle parti dovrà diventare una denominazione autonoma. L’iter è partito.

Un momento, un passo indietro. Ho detto che lo bevo con l’antipasto di pane caldo e prosciutto. Mi viene in mente che mi piacerebbe provarlo con il paté di fegato, e lo proverò. Tutti d’accordo? Lo spero. Perché sono arcistufo di sentir dire che il Moscato è un vino da dessert. Per carità, col panettone ci sta benissimo, anche con una torta di nocciole, o di carote. Ci sta con un bel po’ di torte secche. Ma è un peccato relegarlo appena a questo ruolo.

Il Moscato d’Asti è un vino. Un vino tout cort. Quando abbia il giusto equilibrio tra morbidezza e freschezza – e non è mica facile avere quell’equilibrio, che è delicato e fragile – non ha paragoni con nessun altro vino. Forse solo con un demi-sec di Vouvray. O con un moelleux, come dicono là, sempre a Vouvray. Non trovo altri confronti, ed è un confronto altissimo. Questo soprattutto quando il Moscato invecchia. Sì, quand’è ben fatto il Moscato d’Asti invecchia a meraviglia, anche dieci, quindici anni, forse di più, arricchendosi man mano di speziature che sono quasi impensabili quand’è giovinetto.

Al Mercato dei Vini della Fivi, a Piacenza, ho trovato un Moscato d’Asti di Canelli che per me è un fuoriclasse. Quello di Villa Giada, annata 2018. Spettacolare, semplicemente spettacolare. Fiori, maracuja, pesca gialla, croccantezza di nettarina, alchechengi, crunch di nocciole tostate, tracce sottili di amaretto, freschezza vibrante, avvincente e fascinosa lunghezza, e un equilibrio sapiente. Ecco, ho chiuso la sequenza ancora con quest’elemento, l’equilibrio. Lo dicevo sopra.

Ecco, questo è quello che intendo quando dico che un Moscato d’Asti, soprattutto dalle parti di Canelli e nei dintorni, è un vino che non ha paragoni. Non solo a Natale.

Moscato d’Asti Canelli 2018 Villa Giada
(95/100)


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