Botanic, il gin con la mano di Buddha

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Ma voi lo sapete cos’è la mano di Buddha? È un frutto, uno strambo agrume. Credo sia una varietà di cedro, roba del genere. Somiglia a una manina. Ecco qui, questo per dire che la mano di Buddha è uno degli ingredienti di un gin, il Botanic Ultra Premium, che in quanto a bizzarria di forma – stavolta parlo della bottiglia – sa giocarsi anch’esso le sue carte. Il contenitore, infatti, è una sorta di parallelepipedo, un oggetto di design, di vetro blu nella parte che contiene il distillato, di plastica grigia per l’ampio coperchio.
Il Botanic è un London Gin, ma lo trovo più secco e deciso e affilato e aspro dei London che bevo di solito, e dunque non è esattamente nelle mie corde: semmai è per chi ama i distillati secchissimi, “maschi”. È della Williams & Humbert, ditta spagnola della zona dello Sherry, ma viene elaborato in una distilleria mitica, la Langley Distillery, fondata a Birmingham nel 1920. Si usano alcol puro di grano inglese e quattordici ingredienti “botanici”: oltre alla mano di Buddha e, ovvio, al ginepro, l’elenco comprende mandarino, timo, coriandolo, limone, cannella, menta piperita, camomilla, anice, arancia dolce, mandorla, cardamomo e mango.
Fa 45 gradi, contenitore da 0,70. Viene sui 35 euro.
Botanic London Dry Gin Ultra Premium Williams & Humbert
(80/100)

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