Borgogna, questa è davvero un’annata col 9

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Continua con un secondo pezzo la nostra collaborazione “indiretta” con il vigneron borgognone Patrick Essa, régisseur del domaine Buisson-Charles, tra i più emblematici di Meursault e blogger con Patrick Essa: pour une Encyclopédie des vins de Bourgogne. Mario Plazio stavolta ha tradotto e sintetizzato per noi dal francese due post che Patrick Essa ha pubblicato qualche giorno fa, a due e a un giorno dalla vendemmia, sulla pagina Facebook del Domaine Buisson-Charles à Meursault. Un esempio di come un autentico vignaiolo possa fare una comunicazione veramente efficace sui social e sul web. Parla, tra l’altro, di “un vero millesimo in 9”, e non è un caso, perché molto spesso in Francia i millesimi che terminano con il 9 sono di grandissima qualità. Un bell’auspicio per questo 2019. Teniamoci pronti, quando usciranno i vini.

Ecco i pezzi, tradotti, di Patrick Essa.

Vendemmia 2019: giorno J-2. La pazienza paga sempre e siamo sul cammino di un vero millesimo in 9

Da alcune settimane osservo le piante di cinque anni di età che si trovano nei pressi della mia casa. È una vigna nata durante il ciclo climatico attuale, caldo e precoce. Sta bene, anche se alcune foglie sono ingiallite. I grappoli non sono per nulla avvizziti o scottati, la resa è modesta, attorno a 35 hl/ha, e soprattutto gli acini non presentano bucce troppo spesse e senza succo. Sembra che questa parcella si sia perfettamente adattata al clima che l’ha vista nascere. Potata in Guyot semplice, si presenta fine, aerata e del tutto in fase con il suolo. Per tutte queste ragioni, giovane età, piante eccellenti, taglia, natura del suolo, esposizione, è la parcella più avanzata e la sua maturità fenologica e fisiologica sta per essere raggiunta, 98/100 giorni dopo lo stadio mediano della fioritura. Da tre giorni arrivo ad assaggiare degli acini completi sul piano aromatico. Carichi di zucchero, possiedono una buccia affinata che si è liberata della sua amarezza per diventare meno granulosa e più translucida, con una polpa succosa e gradevolmente acida che si stacca facilmente dai vinaccioli. Questi ultimi sono bruniti, meno secchi e quasi dolci.

Per me questo è il segno che i miei grappoli sono maturi e posso pensare di raccoglierli per produrre un cru pieno e proveniente da un millesimo ben identificato… timbrato 2019 insomma!

Non ho acquistato zuccheri – come sempre! – e non prevedo alcuna correzione grazie al lavoro che farò sulle fecce abbondanti e alla fermentazione spontanea. I grappoli non saranno nemmeno termo-regolati, non voglio indurre una cinetica artificiale che per noi è una specie di manipolazione contro natura che ci allontana dal vero carattere del cru e del millesimo. Lasciar fare le cose tranquillamente, accettare degli zuccheri elevati (ma comunque non così tanto elevati), condurrà a dei vini incredibilmente equilibrati come nel 2015, 2016, 2017 e 2018. Non vogliamo che esca la nostra impronta, bensì lasciare che il vino si esprima in trasparenza. A questo proposito tutte le stupidaggini lette sul funesto aumento del grado alcolico mi fanno proprio sorridere. Quale ignoranza! È invece vero che il bel tempo non è mai stato nemico dei grandi vini. Al contrario…

Vendemmia 2019: giorno J-1. Accogliere, alloggiare e nutrire i nostri vendemmiatori, una pratica da non dimenticare! E poi l’organizzazione…

Oggi pomeriggio i vendemmiatori arrivano per prendere possesso dei loro spazi e prepararsi a vivere in comunità per una decina di giorni.

Il tempo si annuncia clemente, le vigne sono magnifiche e l’insieme delle attrezzature è pronto all’uso, in ordine, pulito, disinfettato e disposto secondo le necessità. Camion, casse, forbici, tavolo di selezione, stivali e gerle pazienteranno per entrare in azione.

In cantina i fusti sono ordinati secondo la loro età e origine per poterli riempire una volta che i mosti saranno decantati, abbinandoli in modo che le cuvées siano affinate uniformemente. 15%-20% di legno nuovo per tutta la gamma e una organizzazione che ci permetterà di lavorare integralmente per gravità per non affaticare involontariamente o ossigenare troppo i mosti.

La pressa è stata testata a vuoto e verrà regolata con del Borgogna bianco al fine di definire un programma ottimale a seconda del carattere dell’uva. Come ogni anno i grappoli saranno pressati interi, senza follatura. Poi, i mosti saranno decantati unicamente per gravità in locali temperati a 17° C. L’operazione prenderà da 24 a 36 ore in due tempi e senza alcun uso di prodotti enologici (enzimi di chiarifica ad esempio), e con dosi di solfiti molto basse, in quanto l’uva quest’anno è particolarmente sana.

Grazie alle analisi sappiamo che i mosti saranno equilibrati tra zucchero e acidità, ed è ormai evidente che hanno raggiunto o stanno per raggiungere il miglior stadio terpenico di maturità.

La volontà di non trasmettere uno “stile della casa” ai nostri vini è evidente, produciamo quello che la collina di Meursault vuole concederci, senza cercare di cambiare nulla, senza edulcorare, senza contrastare il terroir, ma cercando di lavorare assieme a lui nel quadro di questo millesimo singolare che sembra sempre di più evocare, in meglio, il glorioso 1959.


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