I Borgogna e i Beaujolais assaggiati al Grand Tasting

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Dopo lo Champagne, eccomi a scrivere dei vini un’altra zona mitica della Francia assaggiati a Le Grand Tasting di Bettane e Desseauve a Parigi, che per me è un appuntamento imperdibile. Qui parlo della Borgogna e, spingendomi più a sud, anche del Beaujolais, regione che riserva sempre delle belle sorprese e che, di fatto, è il completamento meridionale della Borgogna.

Qui si seguito i vini che mi hanno colpito.

I miei Borgogna al Grand Tasting

Louis Jadot
Domaine Ferret Pouilly-Fuissé Clos des Prouges 2015
. Naso di cipria, nocciole, sale. Molta materia ma il legno è presente. (84/100)
Domaine des Héritiers Beaune Clos des Couchereaux Rouge 2012. Bella interpretazione, finale pimpante. (88/100)

Château De Lacarelle
Coteaux-Bourguignons 2015. Suolo di granito sabbioso, ne risulta un vino molto facile e tutto fruttino. 83/100

Domaine Chanson
Chablis Grand Cru Les Preuses 2014. Miele e fiori, il naso ha ancora da farsi. Meglio al palato, molto puro e teso. (90/100)
Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Chevenottes 2015. Dietro quella che mi pare una cortina di solfiti c’è un bel vino, buona materia e finale lungo. (88/100)
Corton Grand Cru Les Vergennes Blanc 2015. Il migliore del lotto, fine, come sempre sornione, non impressiona da subito, va atteso e in finale ha uno scatto di orgoglio. Attesa imperativa. (93/100)
Gevrey-Chambertin 2015. Pepe, spezie, melograno, elegante. (87/100)
Beaune Clos des Marconnets 1er Cru 2015. Esce il legno, palate speziato e tannico. (86/100)

Nicolas Rossignol
Volnay 2015. Spezie, chiodo di garofano, bocca piuttosto tannica e dura. (84/100)
Volnay 1er Cru Chevret. Caramella, fiori, rimane la sensazione di rigidità tannica. (86/100)
Volnay 1er Cru Caillerets. Chiuso e difficile ma con potenziale. (87/100)
Volnay 1er Cru Santenots. Il più completo e complesso. Menta, cuoio, veramente giovane e ancora tannico (ma più maturo nei tannini). (89/100)

Frédéric Magnien
Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Goulots 2015. Bello, elegante, facile, gran frutto e di buona complessità. (89/100)
Charmes-Chambertin Grand Cru Aux Charmes 2015. Vinificato al 100% in anfora. Molta purezza, frutto integro e rispettato. Grande vino. (94/100)
Chambolle-Musigny 1er Cru Les Borniques 2015. Gran bel naso, erbe fini, delicato. (92/100)
Clos de La Roche Grand Cru 2015. Un distillato di fiori, straordinario, vinificato al 60% in anfora, un vino di una grande naturalezza. Energico. (95/100)

I miei Beaujolais al Grand Tasting

Louis Jadot
Château des Jacques Moulin à Vent Clos du Grand Carquelin 2014. Fiori, nota dolce e fumé. Finale largo. (90/100)

Château De Lacarelle
Beaujolais-Villages 2011. Naso che pinoteggia, fine e con tannini totalmente fusi. (88/100)
Beaujolais-Villages 2014. Semplice e facile, ha un lato più tecnico che lo rende prevedibile. (84/100)

Louis-Claude Desvignes
Morgon La Voûte Saint-Vincent 2016
. Su granito, vino facile, semplice, che si basa sulla bevibilità. (83/100)
Morgon Côte du Py 2016. Un anno difficile con rese bassissime per gelo e grandine. Il poco vino prodotto è però di grande qualità, come questo classico Morgon dai sentori di melograno e minerale, all’alba della sua carriera. (90/100)
Morgon Javernières 2016. Suolo di pietra blu e sottosuolo di argilla che trattiene l’acqua. Grande frutto, potente, da risentire da sei-sette anni come minimo. (88/100)
Morgon Javernières Les Impénitents 2016. Quello che forse è il miglior Beaujolais in assoluto, da dimenticare però in cantina per dieci o quindici anni. Vigne di ottanta e fino a cento anni. Affinamento come un grande Borgogna in fusti usati e con grappoli interi. Incredibile lunghezza, magnifico tocco al palato, minerale. (97/100)

Domaine Mee Godard
Morgon Corcelette 2016. Molto profumato, bel palato fine e delicato, finalmente un vino meno estratto da questa produttrice che per molti è la stella montante della regione. (89/100)
Morgon Corcelette 2015. Denso, frutta scura, molta estrazione e un vino durissimo. Spero che il 2016 sia un cambio stilistico rispetto a questo 2015. (82/100)
Morgon Passerelle 577 2016. Una selezione dalla Côte du Py. Molto giovane, floreale, sembra di stare a cavallo tra la Borgogna e il Beaujolais. Vino di classe. (91/100)
Moulin à Vent Les Michelons 2016. Vino di struttura, grasso, giovane e con potenziale tannico. (85/100)

Domaine Monrozier
Fleurie Les Moriers 2014. Un Beaujolais tipico, molto frutto, fresco, facile, godibile. (90/100)
Fleurie Les Morie La Briette 2015. Servito in magnum, ha maggiore potenza ma perde in finezza e beva. (87/100)
Moulin à Vent Vieilles Vignes 2015. Ancora in magnum, torniamo a una visione più fresca e fine, tannini meno esuberanti, ottima freschezza. (89/100)

Maison Le Nid
Moulin à Vent La Rochelle 2015. Un vino maturo, morbido e potente, fa capire l’andamento dell’annata. (89/100)
Moulin à Vent Rochegrés 2014. Parcella che per caratteristiche ricorda la Borgogna. Grappoli interi per il 60%. Bel naso, al palato un frutto più leggero ma gradevole. Ancora tannico. (85/100)


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