Bordeaux primeurs 2014: Saint-Julien

branarie_240

Quella dei Saint-Julien en primeur dell’annata 2014 si è rivelata la degustazione più omogenea e con il punteggio medio più alto di tutta Bordeaux, escluso i premier cru classé di Pauillac. La denominazione conta alcuni degli château più brillanti della regione, con uno spirito di emulazione che ha fatto balzare verso l’alto la qualità di tutti i produttori, anche di quelli meno celebri. La maturità dei cabernet è una delle ragioni delle riuscite del 2014, così come la gradualità nella estrazione dei tannini. Era necessario lavorare con precisione e senza forzature per non andare a trovare tannini troppo duri o vegetali.
Di seguito le mie impressioni: la valutazione è in ventesimi.
Château Beychevelle
39% cabernet sauvignon, 51% merlot, 5% ciascuno di cabernet franc e petit verdot. Un vino con molto charme, morbido e maturo, anche grazie alla proporzione elevata di merlot. Una descrizione più ampia sarà disponibile in un articolo separato. 17/20
Château Branaire-Ducru
65% cabernet sauvignon, 27% merlot, 6% petit verdot, 2% cabernet franc. Molto classicismo per un vino elegante e delicatamente floreale. Già piacevole oggi, ha un finale grasso e fresco al tempo stesso. Grana molto fine. 17,5/20
Château Gloria
60% cabernet sauvignon, 30% merlot, 6% petit verdot, 4% cabernet franc. Aperto, aromi di buccia di arancio e un bel frutto. Facile e godibile, legno presente ma fuso. 16,5/20
Château Gruaud Larose
61% cabernet sauvignon, 29% merlot, 7% cabernet franc, 3% petit verdot. Ancora un esempio di classicismo, con le sue sfumature minerali e fruttate. Tannici dolci, maturi e un finale molto lungo ed energico. 17,5/20
Château Lagrange
76% cabernet sauvignon, 18% merlot, 6% petit verdot. Una bottiglia non perfetta. NC
Château Langoa Barton
57% cabernet sauvignon, 34% merlot, 9% cabernet franc. Note di frutta acidula, fiori e agrumi. Iniziamente tannico, poi riesce ad allungarsi nel finale. 16,5/20
Château Léoville Barton
74% cabernet sauvignon, 23% merlot, 3% cabernet franc. Colore scuro e denso. Vuole essere concentrato e potente, ma lo fa con finezza. Tannini fitti e voluminosi, naturi e setosi. Piacevole e complesso. 17/20
Château Léoville Poyferré
60% cabernet sauvignon, 35% merlot, 3% caberner franc, 2% petit verdot. Muscoloso, frutto dolce e anche tanto legno. Finisce meglio, sarà in grado di raffinarsi alla fine del periodo di affinamento. 16/20
Château Saint-Pierre
78% cabernet sauvignon, 16% merlot, 6% petit verdot. 50% legno nuovo. Gradevole anche se si caratterizza per una nota vegetale di cicoria e di caffé tostato. L’insieme alla fine funziona, prevale un senso di gradevolezza come nelle vecchie annate di Bordeaux, nelle quali il vegetale serve a mantenere freschezza. 16,5/20
Château Talbot
62% cabernet sauvignon, 32% merlot, 6% petit verdot. Naso didattico diviso tra fiori, tabacco e frutta rossa. Il vino è già bello oggi, pronto, con un finale di vegetale nobile e di frutta fresca. 17/20

In questo articolo

Scrivi un commento