Bordeaux primeurs 2014: Pauillac

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In un millesimo da cabernet sauvignon come il 2014, va da sè che Pauillac sia tra le riuscite maggiori. La degustazione dei vini en primeur conferma le attese, anche se non ho potuto assaggiare le etichette più prestigiose, premier cru classé in primis, riservati a chi ha potuto prenotare la visita allo château con largo anticipo. L’alta percentuale di cabernet sauvignon nell’assemblaggio dei vini ha garantito delle materie di buona concentrazione, assistite da un ideale bilanciamento acido e da tannini maturi anche se molto fitti. La difficoltà stava nel trattare la materia prima con la dovuta dolcezza per non andare ad estrarre tannini troppo duri, magari irrigiditi ulteriormente da un affinamento in legno troppo nuovo. Chi dispone dei migliori mezzi di cantina e di una ampia estensione vitata ha potuto operare una perfetta selezione dei grappoli e proseguire un affinamento senza grandi problemi.
Ecco le mie impressioni sui vini assaggiati. La valutazione è in ventesimi, come si usa in genere in Francia.
Château D’Armailhac
Subito un vino dal profilo classico con note di cedro e cassis. Palato al tempo stesso leggero e profondo, perfettamente bilanciato nella struttura tannica. Una riuscita. 17/20
Château Batailley
82% cabernet sauvignon, 15% merlot, 2% petit verdot, 1% cabernet franc. Tabacco e spezie, molto gustoso, termina su note mature che ricordano il cioccolato. Languido e godibile, fa di tutto per farsi piacere, finale di menta. 16/20
Château Clerc Milon
Un insieme più riservato e abbastanza indietro nell’affinamento rispetto ai precedenti. Colpisce per la sua finezza, sa essere delicato. Molto rappresentativo dello stile Pauillac, poco appariscente e tutta sostanza.  16,5/20
Château Croizet-Bages
Sembra meno maturo, ha una nota verde poco convincente. Sensazione accentuata da un boisé insistente che asciuga una materia fluida, senza grande concentrazione. La cosa non è del tutto negativa, perché non sempre le grandi materie portano da qualche parte. Rimane da capire come sarà il vino una volta in bottiglia. 15/20
Château Grand-Puy Ducasse
Mi ripeto, ma ha un profilo classico. Tabacco, spezie, ma anche fiori. Materia solida, molto maturo e potente, non ha la finezza dei migliori, ma accontenta il nostro lato edonistico. 17/20
Château Grand-Puy Lacoste
Fresco e dinamico, cedro e fiori compongono un quandro di rara eleganza. Il palato non tradisce, grande stile e potenziale eccellente. 18/20
Château Haut-Bages Libéral
Nota vegetale di verdura e geranio. Ha dalla sua una indiscussa finezza, mentre manca della complessità dei migliori. Accessibile e semplice, ma lo voglio premiare per la sua capacità di rendersi disponibile. 16/20
Château Lynch-Bages
69% cabernet sauvignon, 26% merlot, 3% cabernet franc, 2% petit verdot. 75% legno nuovo. Rimane fedele a se stesso. Frutti rossi e foglia di tabacco al naso, comunica potenza. Complesso. Palato solidamente costruito, lungo e finale di liquirizia. Grande riuscita. 18/20
Château Lynch-Moussas
79% cabernet sauvignon, 21% merlot. Un passo o due indietro. Note di caramella fruttino e vegetali. Verde anche in bocca, termina corto. 13,5/20

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