Biglietti omaggio, la stretta di Vinitaly

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Certo non voglio attribuirmi meriti che non ho, però prendo atto con favore che la questione che ho sollevato dei biglietti omaggio del Vinitaly che finiscono in mano ai “non operatori” sta trovando un’eco piuttosto importante. Per esempio, l’ha ripresa il Corriere di Verona, il supplemento locale del Corriere della Sera, che ci ha scritto su un pezzo titolato “Il ‘mercato’ dei biglietti di Vinitaly”, citando quel che ho detto qui su InternetGourmet, e ringrazio.

Quel che mi sorprende di più, e piacevolmente, è tuttavia la presa di posizione della fiera veronese, che – e non pretendo che sia dovuto ai miei interventi – ha appena diffuso una circolare agli espositori che dice che “Veronafiere, in qualità di titolare ed organizzatore in esclusiva della rassegna Vinitaly, desidera ribadire come l’ingresso alla Manifestazione sia riservata solo ed esclusivamente ad operatori professionisti del settore: questo per qualificare sempre più l’evento sotto il profilo professionale, soddisfacendo peraltro le esigenze espresse dalle aziende partecipanti”. E sin qui è semplicemente una sottolineatura di quel che già si legge sul sito della rassegna. Quel che è significativo, e parecchio, è quant’è scritto dopo: “In tal senso – viene sottolineato – evidenziamo come Veronafiere sia l’unico soggetto legittimato alla vendita dei titoli di ingresso per tale Rassegna. A fronte di quanto sopra, Veronafiere informa tutti i propri Espositori che, nel caso in cui, nel corso di azioni atte a reprimere l’attività di rivendita non autorizzata di titoli di ingresso, fosse accertata, anche attraverso verifiche dei codici alfanumerici riportati sui biglietti, la responsabilità degli Espositori stessi, provvederà ad adottare nei loro confronti ogni misura ritenuta opportuna, anche, se del caso, addebitando il costo integrale dei titoli di ingresso (detratto l’importo già pagato)”.

Bene, molto bene, un bel passo in avanti nella direzione di una stretta al “mercato parallelo” del biglietti del Vinitaly. Ne aspetto altri ancora più decisi per la prossima edizione. Sino ad arrivare, se necessario, all’esclusione degli espositori che violino la regola della fiera riservata agli operatori.

Il pubblico generalista così viene escluso dalla rassegna? Secondo me è possibile conciliare anche le esigenze dell’appassionato. Avanzai già una proposta in questo senso in passato. Non la riprendo qui ora. Magari ne riparlo a Vinitaly concluso.

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1 comment

  1. Luca Menegotto Rispondi

    Da appassionato, attendo davvero con ansia di leggere la sua idea.
    Io amo moltissimo chiacchierare coi produttori del loro vino e della loro storia – ecco perché frequento più le cantine che le enoteche – , e finora non ne ho trovato uno solo che non sia stato felice di farmi assaggiare e raccontarsi.
    Ecco, non poter avere la possibilità di incontrare produttori che conosco di fama e che, per distanza, non potrei comunque conoscere, mi spiace, soprattutto avendo vicino a casa una fiera del genere.
    NOTA: Sottoscrivo in ogni caso la sua opinione, espressa altrove, circa i “ragazzotti intenzionati solo a sbronzarsi”.