I bianchi secchissimi e di classe che fanno a Cassis

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Cassis è un posto bellissimo. Ci arrivi scendendo tra boschi e vigne e raggiungi il mare e puoi ammirare la spettacolare e selvaggia costa rocciosa e puoi cenare nei ristoranti affacciati sulla spiaggia e ci trovi una tranquillità inaspettata, dopo che hai attraversato il traffico turistico intenso delle altre località della zona. Perché Cassis è nell’estremo ovest della Costa Azzurra, proprio dietro l’angolo de La Ciotat, poco prima di Marsiglia.

Dicevo delle vigne. I vini qui hanno una loro specifica denominazione, che prende il nome dal paese. Sono appena un paio di centinaio di ettari, per un totale suppergiù di ottocentomila bottiglie in tutto tra rossi, rosé e bianchi. Chi mi conosce può ben capire che ad attrarmi in zona sono stati soprattutto i rosé, e ce ne sono di notevoli indubbiamente anche a Cassis, ma lì ho scoperto i bianchi, di cui lì vanno particolarmente orgogliosi, e con ragione. Il problema è che trovarne fuori dall’area d’origine, e soprattutto in Italia, non è mica facile, stante la produzione limitatissima, e ho dovuto attendere parecchio per poter bere di nuovo un bianco di Cassis. L’occasione l’ho avuta adesso che ho trovato in vendita on line quello del Domaine du Bagnol, e l’ho nuovamente apprezzato.

Un bianco di classe, secchissimo e salato e marino come piace a me, fatto con le uve di marsanne, clairette e ugni blanc. E poi ha una delicata presenza floreale e ha anche quella vena erbacea che mi affascina. Avete presente quando camminate in campagna e raccogliete un filo d’erba e lo mettete tra i denti e ne avete un leggero sentore vegetale che si accompagna con una sottilissima, appena accennata memoria amaricante? Ecco, intendo questo. L’ho bevuto su una zuppa di cozze e mi è sembrato di essere seduto in riva al Mediterraneo.

Per chi cerca il prezzo, annoto che l’ho pagato intorno ai 19 euro.

Cassis Blanc 2019 Domine du Bagnol
(88/100)

 


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