Barrique, tonneaux o botte?

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Questo dannato mondo del vino è già piuttosto complicato. Non tanto per chi da addetto ai lavori ormai (crede) di sapere tutto o quasi. Sicuramente lo è per i neofiti e per quelli che non chiedono altro che bere una discreta bottiglia di qualcosa.
Mi piacciono molti aspetti del bere edonistico, di quelli che non necessariamente devono conoscere il nome del fornitore di vasche inox del tale produttore o il tipo di portainnesto delle sue viti.
A leggere un post sul blog The Gray Report, dall’illuminante titolo “Sad truth: wine’s aging vessel really matters” (che significa più o meno: La triste verità: il contenitore nel quale il vino invecchia ha una grande importanza), non aiutiamo noi stessi ad essere più semplici.
Nella sostanza si parla di due bottiglie di una famosa cantina americana, Bonny Doon. Il vino si chiama Le Cigare Volant (mi piace il nome), del 2008, un blend di grenache, syrah, carignan, mourvèdre e cinsault molto tipico delle Côtes du Rhône.
Ebbene le due bottiglie erano identiche. Salvo che una era stata affinata in tonneaux da 600 litri, l’altra in botti grandi probabilmente da qualche ettolitro. La bottiglia nel contenitore più grande si è rivelata nettamente superiore, più fresca e luminosa. Quella nei tonneaux si è rivelata pesante, chiusa e con scarsa acidità, in poche parole deludente.
Il giorno dopo le differenze si sono smussate. L’ossigeno ha compiuto un mezzo miracolo con la versione meno interessante, anche se non arrivava al livello di quella affinata in botti grandi.
Sono orami da anni convinto che i contenitori più grandi siano quelli più adatti alla maggior parte delle uve. Sia quelle a bacca rossa, sia a quelle a bacca bianca, sia chiaro. Penso anzi che molti produttori dovrebbero lavorare di più sulle uve bianche affinate in botti grandi.
Chiaramente sono necessarie precisione, pulizia e sensibilità. Non ho dubbi sulla superiorità assoluta di alcuni vitigni affinati in contenitori di grandi dimensioni (giusto per citarne due, nebbiolo e sangiovese).
Tornando alle considerazioni iniziali, vuoi vedere che saremo obbligati a chiedere al ristoratore o all’enotecario come è stato affinato il vino? Oppure faremo aprire 24 ore prima la bottiglia del vino invecchiato in barrique?
Non avevamo detto che volevamo semplificare? Accidenti.

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2 comments

  1. Chianti Castello di Radda | Gran Selezione 2011 - Wineblogart Rispondi

    […] viene fermentato in tini di acciaio, cui segue un’altra fermentazione (malolattica) in tonneaux da 5 hl. Alla luce di una candela, il vino esplode nel suo splendido rosso rubino scintillante con […]

  2. Avviatura Rispondi

    Bonny Doon? Lo stesso del Barbera Ca’ di Solo a “doominazione di origine controllata” (sic)?