Una barbera naturale nel nome di San Martino

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Questo è uno di quei vini che ci devi prestare un attimo di attenzione quando lo versi, perché la prima impressione non è mica quella giusta. Nel senso che essendo tanto, tanto giovane, se gli dedichi appena un secondo e ti fai traviare da quel che d’immediato senti al naso, magari frettolosamente l’accantoni, perché è riottoso assai a concedersi dal lato olfattivo. Ma io tra naso e bocca mi fido della seconda – lo dico da un bel po’ – e infatti al palato l’ho trovato dinamico, scattante. Fruttini e fiori si alternano scavalcando il tannino. Sullo sfondo vene officinali.

Poi, rassicurato, torni ad anusare e infatti ecco che con l’apertura all’ossigeno florealità e frutto si son fatti avanti, e ti fai convinto sempre di più del potenziale, e parlo di potenziale perché il vino è giovanissimo. Insomma, secondo me non va bevuto oggi, ma sembra promettere molto bene, per cui mi ci gioco una scommessa.

Il vino è un “vino rosso”, fuori dunque da ogni denominazione o menzione geografica, della Cascina Roera, azienda “naturale” che sta a Costigliole d’Asti (fa parte del gruppo di VinNatur). L’uva che si adopera per farlo è la barbera. Si chiama San Martino, so che la vendemia è quella del 2013.

San Martino 2013 Cascina Roera
(90/100)

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