Antica Corte, che vendeva il Soave solo in agriturismo

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L’Antica Corte, in Contrada Pressi, a Soave, nasce come agriturismo. Hanno cinque camere in un cascinale. Un posto dove rilassarsi. Il fatto è che chi ci veniva chiedeva anche il vino locale e allora siccome avevano vicino a casa un vecchio vigneto di un ettaro e venti, nel 2010 l’hanno ripiantato con garganega e trebbiano e si sono messi a fare Soave. Prima annata la 2013. Insomma, produzione recente, nuovi entrati nel mondo vinicolo. In tutto cinquemila bottiglie per anno, quasi interamente acquistate dagli ospiti dell’agriturismo. Benedetti ospiti.

Dico che sono benedetti dato che hanno avuto il privilegio di bere e acquistare quel Soave prima che altri lo scoprissero. Perché, guardate, il vino è buonissimo, o almeno così è parso a me assaggiandolo al Soave Versus, tant’è che sono voluto tornare due volte alla postazione, per riprovarlo, e se ne avessero avuta lì qualche bottiglia in vendita l’avrei anche comprata.

Mi riferisco in particolare al Soave 2016 chiuso in tappo a vite. Sì, perché pur facendo poche bottiglie, usano un doppio imbottigliamento, uno sotto sughero e uno a vite, ed è con quello a vite che stanno tentando di aprirsi la strada nella ristorazione e nei wine bar. Coraggiosi, conoscendo la riottosità italica verso le chiusure a vite.

La differenza tra i due imbottigliamenti è sensibile. Buono il vino in sughero, splendido quello sotto screwcap. Il vino chiuso a vite ha un sale, una tensione, una dinamicità spettacolari, e insieme c’è il frutto maturo (la mela, croccante, tipica della garganega) e una bella, fascinosa florealità (e di questa credo che il vino sia debitore al trebbiano soavese). Tutte note presenti anche nella versione in sughero, e però qui più attenuate, tranne che la componente fruttata, che è anzi rilevata.

Ho provato poi anche il 2017, solo in tappo a vite. Imbottigliato da appena una decina di giorni e dunque ancora di difficile lettura. Eppure l’imprinting è quello, con il frutto della garganega in bell’evidenza, accompagnato da tracce quasi di crosta di pane e dai fiori, e poi il sale e la freschezza che già avevo trovato nella precedente annata.

Secondo me fanno un gran bel Soave, Christian Bottaro e quelli di Antica Corte. Segnateveli.

Soave Pressi Calcare Rosa tappo a vite 2016 Antica Corte
(90/100)

Soave Pressi Calcare Rosa tappo sughero 2016 Antica Corte
(88/100)

Soave Pressi Calcare Rosa tappo a vite 2017 Antica Corte
(88+/100)


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