Anche i francesi si mettono a bere Prosecco

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In agosto me l’avevano confermato un paio di enotecari francesi, quando passai nei loro negozi in cerca di vini: ormai, là in Francia, non si può fare a meno di avere almeno un Prosecco sugli scaffali. In più, nelle vetrine erano esposte le bottiglie essenziali per lo spritz: Prosecco e Aperol.
Perbacco, la cosa sembra incredible, nella terra dello Champagne e – permettete – anche di tanti buoni ed economici Crémant, ma non c’è niente da fare, il fenomeno Prosecco ha messo radice anche tra i francesi.
Ora, leggo su un comunicato del Consorzio di tutela del Prosecco che quella impressioni raccolte in Francia quest’estate sono confermate dai dati. Non vengono forniti i volumi, ma si dice che la Francia “vede i volumi di Prosecco aumentare del +70,26% coi francesi disposti a pagare ogni bottiglia il 13,26% in più rispetto all’anno precedente”.
E chi lo ferma più, ‘sto Prosecco? (E perché mai lo si dovrebbe fermare?)


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