Al Passo, un rosso che insegue finezza e appartenenza

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Siccome il testo mi pare piuttosto evocativo, lo riporto così com’è sul sito aziendale: “C’è un piccolo bosco circolare in cima alla collina più alta nell’azienda Tolaini. Questo boschetto è noto come Al Passo e da questa collina si gode di un panorama magico che si spinge fino alle torri della città di Siena. È un luogo ricco di storia dove giace anche un’antica tomba etrusca”.

Adesso invece dico del vino che porta il nome di quello stesso boschetto, Al Passo (in etichetta ne viene evidenziata la silhouette). Ne ho assaggiato e anche bevuto l’annata 2016. Un Toscana igt fatto con uve autoctone e bordolesi. L’autoctona è ovviamente il sangiovese, le bordolesi sono il cabernet sauvignon e il merlot, cresciute in territorio chiantigiano. Un terzo a testa, grosso modo.

Della Toscana e dell’indole chiantigiana, questo rosso ha il carattere terragno e l’impronta gastronomica, delle uve francesi ha la levigatura del frutto e del tannino. A fondere le due anime c’è una freschezza che allunga il sorso e una sapidità che lo rende gustoso. Un rosso che insegue la finezza senza tradire l’appartenenza al territorio, e non è facile trovare un simile equilibrio, ma qui l’impresa è compiuta.

Toscana Al Passo 2016 Tolaini
(92/100)

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