Ahi, ahi, gli argentini rinunciano a potenza e struttura

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Ho scritto che la mia impressione è che di là dell’Oceano, negli Stati Uniti, il più importante mercato del vino al mondo, si stia gradualmente abbandonando la ricerca di potenza e struttura per andare invece verso vini più eleganti e per certi versi “classici”. Del resto, ho anche affermato che a mio avviso le scelte che traspaiono dalla top 100 di Wine Spectator mi sembrano dare proprio quest’indicazione, e Wine Spectator, che lo si voglia ammettere o no, influenza tuttora il mercato americano.

Bene, ora eccomi a un altro indizio, preso dal numero di fine anno proprio di Wine Spectator. Un amplissimo servizio di Kim Marcus sul Malbec argentino, sin qui uno dei simboli del successo dei rossi potenti e muscolosi sul mercato Usa. Ebbene, basta, non è più così. “In search of finesse” dice il titolo, in cerca di finezza. E già l’occhiello dell’articolo spiega che dopo essere aver avuto piena padronanza di uno stile di Malbec grasso e potente, i vignaioli argentini adesso vanno in cerca dell’eleganza. Non mi sembra proprio un indizio da poco. Anzi, mi pare non già un semplice campanello d’allarme, bensì un’eco di un possibile rischio letale per chi da noi ha fatto della ricerca della muscolarità e della grassezza la chiave del proprio successo.

Per esempio, credo che una seria riflessione la debbano fare, dalle mie parti, i produttori valpolicellesi. Che sinora hanno raccolto a man bassa i successi di un treno che correva veloce. E se quel treno stesse prendendo una direzione diversa e contraria?


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