E adesso eccoci a dire di un Cabardès

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Credo che questa potrebbe essere una richiesta piuttosto sfidante agli esami di un qualunque corso per degustatori: “Mi parli della denominazione di origine Cabardès”. Perché ritengo che non siano in molti, qui dalle nostre parti, ad aver mai bevuto un Cabardès.

Innanzitutto, Cabardès è una denominazione di origine francese. Non è molto grande – appena cinque-seicento ettari – anche se interessa il territorio di diciotto comuni a nord-ovest di Carcassonne, nel dipartimento dell’Aude, regione Occitania, Languedoc-Roussillon. Siamo dunque nel sud-ovest della Francia. Da quelle parti sottolineano che la loro appellation sposa almeno il 40 per cento di uve “atlantiche”. ossia merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, con almeno il 40 per cento di uve “mediterranee”, ossia syrah e grenache, con l’eventuale aggiunta di un 20 per cento massimo di côt (ossia il malbec) e di fer servadou.

Ciò premesso, eccomi qui a dire di un assaggio di un Cabardès, la Cuvée Mademoiselle 2016 di Château Auzias. L’ho acquistato on line alla non eclatante somma di 10 euro e una manciata di centesimi perché avevo visto che la guida Hachette gli aveva dato le tre stelle e il coup de coeur, che è il massimo dei massimi nella valutazione. Mettendo insieme giudizio e prezzo ho pensato che valesse la pena.

Ebbene, vale la pena. Perché nel bicchiere mi sono ritrovato un rosso polposo di frutta matura, eppure privo di quelle pesantezze cui ci hanno abituato troppi rossi muscolari negli ultimi decenni. Qui anzi il fruttato è attraversato da piacevolissime vene di garrigue, che da noi chiameremmo macchia mediterranea. Nato da un uvaggio fatto per la metà di syrah, per il 40 per cento di cabernet franc e per il 10 per cento di grenache, ha una buona freschezza che non fa percepire affatto i 14 gradi di alcol e che anzi accentua l’innata vocazione alla tavola di questo rosso meridionale. Del meridione francese, intendo.

Cabardès Cuvée Mademoiselle 2016 Château Auzias
(88/100)

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