Ora in America il rosé piace agli uomini e ai millenial

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Nell’ultimo paio d’anni il rosé s’è messo a correre all’impazzata negli Stati Uniti. Se ne beve sempre di più, e lo si compra sempre più caro. Il rosé dolcino di poco grado sta declinando, e cresce invece il rosé “serio”, quello provenzale soprattutto, secchissimo e chiaro chiaro. Il fatto è che ormai là negli States bere rosa non è più solo una faccenda femminile. Il rosé è diventato trasversale, e piace anche agli uomini e agli ambitissimi millenial, i nuovi consumatori, i giovani, il futuro insomma.
Piace così tanto, nel mondo maschile, che si è creata anche una definizione per il rosé “da uomini”. È brosé, il rosé da condividere con i bros, con gli amici.
A dare testimonianza dell’ascesa americana dei rosé è Brian Freedman con un articolo su Forbes. S’intitola “American Men And Millennials Are Drinking Pink… And Changing The Rosé Market“. Insomma, gli uomini e i millenial americani stanno bevendo i rosé, e questo loro cambio di stile sta cambiando il mercato dei vini rosati.
Soprattutto i millenial, curiosissimi come sonon nel loro approccio al consumo di qualunque prodotto, stanno scoprendo che i rosé “seri” sono fatti in zone “serie”, con le stesse uve dei rossi “seri”, e magari dagli stessi produttori che fanno quei rossi “seri”. Dunque, perché non attribuire anche al rosé il rango di vino “importante”?
Gli scettici potranno anche pensare che si tratti di una moda. Freedman però non la pensa così. Ritiene che il cambiamento possa consolidarsi. “Qualunque sia lo stile e da ovunque provengano – scrive -, questa nuova fase dell’apprezzamento dei rosé secchi sembra come un preludio per un’ulteriore espansione della categoria, e attraverso tutti i segmenti dei consumatori di vini, senza riferimento specifico alla fascia di età o al genere”.
Urrah!

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