Accipicchia, quanto vino che berranno i cinesi!

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D’accordo, fare previsioni a medio-lungo periodo con l’instabilità economica e politica che c’è in giro per il mondo è quanto meno azzardato, perché siamo in un villaggio globale e quando succede qualcosa in un angolo del pianeta le conseguenze si diffondono ovunque. Basta che una farfalla batta le ali a Parigi e di lì a poco si scatena un uragano in Amazzonia, per capirci, e i conflitti che esplodono nel pianeta sono tutt’altro che battiti di ali. Però è su questo genere di ricerche che fanno affidamento i grossi attori dell’economia globale e dunque un’occhiata è sempre interessante darcela.

Ora, se a uscire con una proiezione dei consumi di vino è la fiera bordolese del Vinexpo, che si affida per le proprie elaborazioni strategiche all’International Wine and Spirit Research, be’, direi che vale la pena soffermarcisi almeno un attimo. Soprattutto quando se ne esce con una notizia come questa: il valore del mercato cinese del vino raggiungerà nel 2021 i 23 miliardi di dollari, che al cambio attuale fano 18,7 miliardi di euro, con un incremento del 53,3% sul 2016, quando il valore delle vendite di vino in Cina era di 15 miliardi di dollari americani, ossia 12,2 miliardi di euro. I consumi di vino in Cina passeranno dagli 1,9 miliardi di bottiglie del 2016 ai 2,3 miliardi del 2021, con una crescita del 18,5%. Va bene che i cinesi sono tanti, ma si tratta di numeri che fanno tremare i polsi.

Secondo le stime di Vinexpo, a far la parte del leone saranno i vini tranquilli e soprattutto rossi. Mi verrebbe da scrivere “astenersi produttori di bolle, di bianchi acidi e di rosé”. Ops, l’ho scritto.

Ne parla La Revue du Vin de France.


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