Accidenti, mi piace questo Marzemino, ma… sorpresa!

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La prima volta l’avevo assaggiato appena imbottigliato, intorno ai giorni del Vinitaly, e mi sono detto: “Questo rosso qui mi piace, accidenti”, ma fu un assaggio di corsa, un po’ distratto, e dunque non ne scrissi.

L’ho riassaggiato e mi ha messo perfino in crisi. Perché ha una fittezza di macchia mediterranea che mi fa proprio dire che è un vino provenzale o della parte meridionale del Rodano (mi piace soprattutto quella presenza nettissima di elicriso, che è quell’arbusto che odora quasi di liquirizia), ma ha anche un’acidità e una snellezza di beva che mi fa decisamente pensare ai vini della mia terra, quella gardesana, ma ha anche una potenza espressiva che torna a farmi orientare alla Francia del sud, ma ha anche una succosità di frutto – di mirtillo e di amarena – e insieme pure delle tracce animalesche, e insomma sono definitivamente confuso. Però è buono, mi piace, accidenti se mi piace, e finisce che me ne verso un secondo bicchiere e anche un terzo.

Di che si tratta? Sorpresa! Di un Marzemino. Ma mica trentino. Proprio un Marzemino del mio lago di Garda.

Ora, chi conosce l’area gardesana, potrebbe supporre che si tratti d’un rosso della riva lombarda, ché là l’uva del marzemino si coltiva per adoperarla in taglio con il groppello, il sangiovese e la barbera. C’è anche, ed è però meno presente, sulla riva veneta, ed è proprio dalla riviera gardesana di competenza della provincia di Verona che viene questo vino.

Lo fa, questo Veneto Marzemino igt, annata – udite, udite! – 2014, un’aziendina attiva da poco, ma di già notevolissima quanto a risultati: il Poggio delle Grazie di Stefano e Massimo Brutti, a Castelnuovo del Garda, due passi dalla rotonda che immette sulla superstrada per Affi o per Peschiera.

Porta il nome di Sette Filari, perché – lo dicevo che ce n’è poco – è questa la minimale estensione della vigna. Siccome sono poche bottiglie, consiglio di procurarselo in fretta.

 


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1 comment

  1. Stefano Menti Rispondi

    I fratelli Brutti sono proprio bravi.

    Umili, genuini e tenaci.

    Ne vedremo delle belle.