Il 2018 sarà l’anno dei bag in box in fascia premium

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Avete presente “Una poltrona per due”? In televisione questo film lo passano tutti gli anni sotto le feste di Natale. Gli avidi fratelli Duke cercano di fare ancora più soldi impadronendosi delle previsioni slla produzione di succo d’arance surgelato e poi finiscono gabbati. Questo per dire che gli americani sulle predictions, sulle previsioni economiche, ci fanno parecchio affidamento. Dunque, è interessante vedere che cosa si pensa da quelle parti riguardo al mercato del vino nel 2018 e una delle fonti più attendibili presso le quali farsi un’idea sono le “5 predictions for 2018” di Wine Intelligence.

Ebbene, se quattro delle cinque predizioni di Wine Intelligence appaiono quasi scontate, la quinta è quasi sorprendente anche per me che la predico da un bel po’.

Dunque, le quattro che mi sembrano abbastanza ovvie sono quelle che seguono.

I cambiamenti climatici produrranno cambiamenti inattesi. Ce ne siamo accorti, del resto, già in questo climaticamente difficilissimo 2017.

La Brexit danneggerà i consumatori britannici. Magari qualcuno pensa il contrario, ma personalmente non ne ho mai avuto dubbi e il mercato inglese del vino ne risentirà.

I vini con le bolle resteranno briosi. Briosi in termini di vendite, chiaro. Dunque, chi predica contro il Prosecco predica male.

I vini biologici e sostenibili conteranno sempre di più. Ma questa è una tendenza già in atto ed è evidentemente destinata a rafforzarsi.

E la quinta tendenza? Be’, tenetevi forte, la quinta è quella che segue.

Crescerà il packaging alternativo. Già, e soprattutto Wine Intelligence sostiene che “la premiurizzazione dei bag in box continuerà a ritmo sostenuto”. Il che significa che nei bag in box ci andranno vini sempre più “importanti” ed a prezzi sempre più alti. Con buona pace di chi pensa che io mi sia preso un’ubriacatura dando enfasi alla tesi che anche il Barolo potrebbe andare in bag in box. Sissignori, la rivoluzione del vino partirà da una scatola, l’ho detto e lo ripeto.


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1 comment

  1. rampavia Rispondi

    “La rivoluzione del vino partirà da una scatola”.
    E’ già partita. Certo, mi ripeto, bisognerà vincere la sindrome da Tavernello (che non è contenuto in BIB). Le novità spaventano e troppe volte si giudica a priori senza il necessario confronto. Allora avanti con il bag in box non lasciandoci distrarre da coloro che le scatole preferiscono, forse, romperle.